Giovani agricoltori: + 12% nel 2016

Giovani agricoltori: + 12% nel 2016

Expo ha accelerato una tendenza positiva già in atto. Nel 2016 sono aumentati del 12% i giovani agricoltori under 35: una nuova generazione di contadini, allevatori, pescatori e pastori che costituiscono uno dei principali vettori di crescita del settore agroalimentare italiano grazie a una capillare e rapida acquisizione di processi innovativi che spingono l’occupazione. È quanto emerge dalla prima analisi Lavoro giovanile in agricoltura dopo Expo relativa al primo trimestre del 2016 divulgata dalla Coldiretti in occasione l’evento internazionale Agrogeneration, convocato a Catania dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

I giovani agricoltori spesso sono laureati: portano innovazione

«Non possiamo avere solo avvocati, ragionieri e notai», ha commentato Rocco Pozzulo, presidente della Fic-Federazione italiana cuochi. «Il nostro è un Paese molto vocato all’agricoltura, e trovo positivo il fatto che i giovani se ne stiano accorgendo, hanno compreso che l’agricoltura offre molto lavoro, che, pur sembrando semplice, presenta anch’esso notevoli difficoltà. Avere a che fare con la nostra terra è fondamentale, perché essa e i suoi prodotti sono il fiore all’occhiello dell’Italia, la nostra produzione tipica è invidiata da tutto il mondo, e sono contento che i giovani agricoltori l’abbiano capito. Scoprire che metà di questi hanno concluso l’università è un valore aggiunto. È così anche nel mondo dei cuochi: tanti sono laureati, moltissimi, come me, diplomati. Se pratichiamo questo mestiere è per passione, perché amiamo la nostra professione. Senza considerare poi che i giovani agricoltori laureati possono applicare le loro conoscenze, acquisite grazie allo studio, alla terra, portando innovazioni, tecnologie e metodi di organizzazione nuovi e funzionali. La loro preparazione giova anche a noi cuochi, alla tavola. Ogni volta che riceveremo un loro prodotto, saremo sicuri della sua qualità, sapremo di poterci fidare nel lavorarlo e offrirlo nei nostri piatti e ai nostri clienti».

Fonte: Fic (Federazione Italiana Cuochi)