Collegato agricolo: favorito l’accesso dei giovani in agricoltura

Collegato agricolo: favorito l’accesso dei giovani in agricoltura

Lo scorso 6 luglio, a conclusione di un iter parlamentare durato due anni, dopo un lungo iter, è stato approvato in via definitiva il Collegato Agricolo alla Legge di Stabilità (Disegno di Legge 1328 “Semplificazione del settore agricolo”), documento che il Ministro Maurizio Martina ha definito “un provvedimento fondamentale” che “ci dà più armi in questa battaglia” per l’innovazione e lo sviluppo dell’agricoltura italiana, settore cardine della nostra economia. Tra le armi a disposizione, il DDL 1328 annovera le “Società di Affiancamento” e la “Banca delle terre agricole”, previste rispettivamente agli articoli 6 e 16 del DDL medesimo, e già da tempo sponsorizzate dall’AGIA-Associazione Giovani Imprenditori Agricoli, che proprio in questi giorni ne ha riconfermato, tramite il suo Presidente Maria Pirrone, l’importanza dichiarandosi totalmente disponibile a collaborare ai fini della loro attuazione a vantaggio dei giovani imprenditori agricoli, e ciò anche in forza della fattiva collaborazione già avviata dall’AGIA con l’Associazione Pensionati della CIA-Confederazione Italiana Agricoltura.

collegato agricoltura: come aprire un'azienda agricola
Il collegato è una sorta di Milleproroghe agricolo in cui troviamo la riduzione da 180 a 60 giorni dei tempi per aprire un’azienda agricola, l’eliminazione del fascicolo aziendale per i piccoli produttori di olio ma anche la delega al governo per favorire il ricambio generazionale, misure per l’innovazione trasversali e interventi mirati a singole filiere, come il pomodoro e il riso.

Il futuro dell’agricoltura è (anche) nell’età

Favorire il passaggio generazionale nell’imprenditoria agricola è fondamentale per il futuro del settore sia in termini di conservazione delle risorse, del lavoro e dell’impresa sia in termini  di inserimento dei giovani sul mercato. In Italia, oggi, secondo uno studio dell’AGIA-CIA, ci sono circa 67 mila aziende agricole condotte da “over 65” e in possesso dei requisiti necessari a costituire società di affiancamento, con fatturati sostenibili (20 – 100 mila euro) e nel cui ambito non sono già presenti altri familiari; dall’altra parte, sempre secondo il medesimo studio, i potenziali giovani imprenditori agricoli, individuati tra i giovani disoccupati che hanno manifestato la possibilità di entrare in agricoltura, sono circa 200 mila. Del resto, a conferma dell’importanza degli strumenti previsti dal DDL quali armi strategiche per favorire il ringiovanimento del settore, la Presidente dell’AGIA ha avuto anche modo di sottolineare che “le start-up e le aziende condotte da under 40 hanno performance superiori alle altre aziende con analoghe caratteristiche, ma condotte da imprenditori senior. Ci attestiamo mediamente a un +10% sui fatturati realizzati da aziende guidate da senior”.

Una forma societaria tutta nuova dal Collegato Agricolo

Il Collegato Agricolo ha delegato il Governo ad emanare, entro 12 mesi, un decreto legislativo per disciplinare le forme di affiancamento tra agricoltori over 65 o pensionati e giovani, non proprietari di terreni agricoli, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, anche organizzati in forma associata, allo scopo del graduale passaggio della gestione dell’attività di impresa agricola ai giovani. L’affiancamento potrà avere una durata massima di tre anni, e il Governo dovrà prevedere criteri di assegnazione prioritaria delle agevolazioni e degli sgravi fiscali già previsti dall’attuale legislazione, a favore dei soggetti parti delle società di affiancamento; il Governo dovrà anche prevedere le modalità di conclusione dell’affiancamento prevedendo in forme di subentro del giovane imprenditore agricolo, ovvero la trasformazione dell’affiancamento in contratti di conduzione, ovvero ancora prevendendo forme di compensazione a favore del giovane imprenditore. Il giovane imprenditore dovrà, da parte sua e con le modalità che saranno definite nel DLgs del Governo, presentare un progetto imprenditoriale da porre alla base dell’affiancamento, che dovrà essere sottoscritto da parte dell’agricoltore over 65 o pensionato e che definirà i reciproci diritti ed obblighi delle parti. La lettera del Collegato Agricolo impone inoltre al Governo di definire le forme di compartecipazione agli utili realizzati in affiancamento e il regime dei miglioramenti fondiari anche in deroga alla legislazione vigente ove apportati sulla base del progetto imprenditoriale di affiancamento; ancora, il Governo delegato dovrà prevedere forme di garanzie per le parti in affiancamento (es. coperture infortunistiche), stabilire il riconoscimento del diritto di prelazione in caso di vendita dei terreni oggetto del rapporto di affiancamento, prevedere forme di compensazione in favore del giovane imprenditore in caso di recesso anticipato dalla società di affiancamento ed agevolazioni in favore del medesimo giovane imprenditore per l’utilizzazione e la gestione dei mezzi agricoli. Il DDL approvato, peraltro, obbliga i giovani imprenditori parti di una società di affiancamento a dimostrare, entro i tre anni di durata massima dell’affiancamento, di avere apportato innovazioni e di avere investito in azienda eventuali provvidenze ad essi destinate.

Banca delle terre agricole
“Le parole d’ordine sono semplificazione, tutela del reddito, ricambio generazionale e organizzazione. Su questi quattro assi
possiamo costruire le basi per il futuro dell’agricoltura italiana. Il Collegato Agricoltura ci dà più armi in questa battaglia. Bene anche l’attenzione alle filiere dal pomodoro al riso, dall’innovazione nel biologico alla definizione per la prima volta della birra artigianale” (M.Martina).

La Banca delle terre agricole

Favorire l’accesso all’imprenditoria agricola da parte dei giovani significa anche rendere conoscibile ed accessibile
il mercato delle terre, agevolando l’incontro tra domanda ed offerta, semplificando la circolazione delle informazioni
e garantendone la trasparenza. Il DDL approvato ha fatto proprie tali istanze e stabilito che, entro tre mesi
dalla entrata in vigore della Legge, dovrà essere istituita presso l’ISMEA la Banca delle terre agricole, a cui è
assegnato lo specifico scopo di costituire un inventario completo, pubblico e facilmente accessibile, della domanda
e dell’offerta dei terreni e delle aziende agricole, già disponibili o che si rendano disponibili anche a seguito dell’abbandono dell’attività produttiva e di prepensionamenti, raccogliendo, organizzando e dando pubblicità alle
informazioni necessarie sulle caratteristiche naturali, strutturali ed infrastrutturali dei beni medesimi, sulle
modalità e condizioni di cessione ed acquisto degli stessi, nonché sulle procedure di accesso alle agevolazioni
per la nuova imprenditoria in agricoltura previste dal DL 185/2000, Titolo I, Capo III. ISMEA, con riferimento ai
terreni e alle aziende inserite nella Banca, potrà peraltro proporre uno o più programmi di ricomposizione fondiaria,
per individuare comprensori territoriali in cui promuovere aziende pilota, e potrà stipulare convenzioni con regioni, organizzazioni professionali, atenei e istituti superiori.

di Francesca Rufini