Legge revisione trattori: che parto!

Legge revisione trattori: che parto!

Tecnicamente è tutto pronto, il quadro normativo esiste, ma ancora non si conosce la data di entrata in vigore della revisione. Quello che manca è l’accordo tra i ministeri coinvolti, che accusano il Codice della Strada di non essere chiaro. Intanto il settore agricolo conquista la maglia nera in termini di incidenti sul lavoro

di Anita Furini Brambilla

Il quadro è stato subito chiaro: per arrivare, finalmente, a una risoluzione del tema revisione, manca l’accordo tra le parti coinvolte e in particolare tra il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e il Ministero delle Politiche Agricole. E’ quanto emerso durante l’ultima edizione di EIMA, quando INAIL ha chiamato i diversi attori coinvolti a fare il punto sulla questione. Come è oramai arcinoto, infatti, dopo una serie di proroghe e rinvii, la revisione dei mezzi agricoli sarebbe dovuta entrare in vigore il 30 giugno scorso. revisione macchine agricoleMa – ad oggi – ancora tutto tace sulla vicenda. Chiamati a rispondere dei ritardi, i ministeri hanno in sintesi così argomentato: quello che manca è una interpretazione univoca dell’art. 111 Codice della Strada, che al comma 1 recita: “Al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro e nella circolazione stradale, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto da adottare entro e non oltre il 31 dicembre 2014, dispone la revisione obbligatoria delle macchine agricole soggette ad immatricolazione a norma dell’articolo 110, al fine di accertarne lo stato di efficienza e la permanenza dei requisiti minimi di idoneità per la sicurezza della circolazione. Con il medesimo decreto è disposta, a far data dal 30 giugno 2015, la revisione obbligatoria delle macchine agricole in circolazione soggette ad immatricolazione in ragione del relativo stato di vetustà e con precedenza per quelle immatricolate antecedentemente al 1º gennaio 2009, e sono stabiliti, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, i criteri, le modalità ed i contenuti della formazione professionale per il conseguimento dell’abilitazione all’uso delle macchine agricole, in attuazione di quanto disposto dall’articolo 73 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”. In modo particolare, secondo il Mipaf, a non essere chiari sono i ruoli dei diversi ministeri coinvolti. Chi deve fare la formazione degli operatori? Chi deve autorizzare le officine a procedere con la revisione? Chi deve decidere i requisiti minimi di sicurezza delle macchine? Sono solo alcune delle domande che – ancora oggi – non hanno trovato risposta.

Da INAIL e Ministero del lavoro arriva un monito sulla revisione

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici e pratici, invece, non ci sarebbero più molti dubbi su come procedere. In pratica, ispirandosi al modello spagnolo, sopratutto per le macchine di grandi dimensioni, si potrebbe fare comodamente ricorso a quelli che sono stati definiti “centri di revisione mobili”, il che significa che non sarà la macchina a dover andare nelle officine specializzate, ma sarà la stessa officina – adeguatamente attrezzata – ad andare direttamente presso le aziende agricole. Il ministero dei trasporti, poi, ha tenuto a precisare che gli aspetti burocratici saranno snelliti al massimo. Nel frattempo però che i ministeri coinvolti cercano di dialogare tra loro, da INAIL e Ministero del lavoro arriva un monito: più si rimanda la revisione, più sulle strade e nei campi circolano macchine inadeguate e insicure. Il che – purtroppo – ha una correlazione diretta con il numero di incidenti – gravi e anche mortali – che ogni anno si registrano nel settore agricolo. Sembra assurdo, eppure sono ancora 150 le morti causate ogni anno da trattori e mezzi agricoli. L’assenza di protezioni laterali e la mancanza di cinture di sicurezza, sono la determinante della causa di morte in caso di ribaltamento delle trattrici. Un costo sociale ed economico troppo grande, sopratutto se si pensa che i ritardi sono dovuti a una difficile interpretazione del burocratese e del linguaggio legislativo. Dunque occorre risolvere il problema alla svelta, ma i tempi appaiono – ancora – decisamente incerti.

Revisione: ecco che cosa dice(va) la legge

trattore manutenzioneL’obbligo di revisione delle macchine agricole e delle macchine operatrici è entrato formalmente in vigore il 31 dicembre 2015, ai sensi degli articoli 111 e 114 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Stando a questo quadro normativo, le scadenze previste dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con decreto del 20 maggio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.149 del 30 giugno 2015, per i trattori agricoli è prevista la revisione generale dal 31 dicembre 2015, e successivamente ogni 5 anni entro il mese corrispondente alla prima immatricolazione, secondo l’anno di immatricolazione; i trattori immatricolati entro il 31 dicembre 1973 dovranno invece affrontare la revisione entro il 31 dicembre 2017, quelli immatricolati dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 1990 entro il 31 dicembre 2018, quelli immatricolati dal 1° gennaio 1991 al 31 dicembre 2010 entro il 31 dicembre 2020, quelli immatricolati dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2015 entro il 31 dicembre 2021, mentre i trattori agricoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2016 affronteranno la revisione al 5° anno entro la fine del mese di prima immatricolazione. Per le macchine agricole operatrici semoventi a due o più assi la revisione è prevista a far data dal 31 dicembre 2017, per i rimorchi agricoli a far data dal 31 dicembre 2017, mentre le macchine impiegate per la costruzione e la manutenzione di opere civili, le macchine sgombraneve e i carrelli sono sottoposti alla revisione generale a far data dal 31 dicembre 2018. E’ chiaro che i ritardi hanno oggi distorto completamente le scadenze. Si attendono quindi nuovi sviluppi da parte dei ministeri competenti.