Controllo irroratrici: mettersi in regola conviene

Controllo irroratrici: mettersi in regola conviene

Il 26 novembre scorso era la data ultima per mettersi in regola con il controllo funzionale delle irroratrici. Chi non lo ha fatto, non può utilizzare l’attrezzatura, pena sanzioni fino a 2 mila euro. I controlli però non sono solo dei fardelli: l’irroratrice efficiente permette di risparmiare sui costi di produzione

di Laura Parlander

È oramai passato più di un mese dalla scadenza del controllo irroratrici, ma niente di fatto, o quasi. Nonostante la cogenza della direttiva, nonostante i ripetuti inviti a mettersi a norma, nonostante la generalizzata vetustà delle irroratrici operanti sul territorio, sono ancora parecchie le attrezzature italiane a non aver eseguito il così detto controllo funzionale. Prima però di addentrarci tra rischi, sanzioni e possibilità di mettersi ancora in regola, vogliamo ricordare l’importanza di quello che, per lo meno di primo acchito, può sembrare l’ennesimo balzello a carico degli imprenditori agricoli. Sottoporre la macchina irroratrice al controllo funzionale, in realtà, non è solo un obbligo previsto dalla normativa comunitaria e nazionale, ma è un atto necessario per mantenere inalterato il suo stato di efficienza. In altre termini, se l’irroratrice funziona al meglio, la distribuzione del prodotto fitosanitario sarà ottimizzata, con evidenti ricadute economiche – non si spreca prodotto – e ambientali – si impatta di meno su suolo, corpi idrici, atmosfera -.

certificazione irroratrici
Un esempio di irroratrice che deve essere sottoposta a revisione obbligatoria. L’operazione, a seconda delle modifiche da apportare, può arrivare a durare al massimo pochi giorni di lavoro. Le tempistiche di attesa però possono essere molto lunghe.

Perché vige il controllo irroratrici?

Senza addentrarci nel complesso quadro normativo, ricordiamo che il controllo irroratrici scaturisce da una direttiva europea, e precisamente la direttiva 2009/128/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, che in Italia è stata recepita con il Decreto Legislativo 14 agosto 2012, n. 150. Tale norma istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari. Dal decreto italiano è derivato il Piano d’Azione Nazionale (PAN), che tra le altre cose individua anche la scadenza del 26 novembre 2016. Entro questa data le attrezzature per l’applicazione di prodotti fitosanitari impiegate per uso professionale avrebbero dovuto essere sottoposte a controllo funzionale almeno una volta presso centri prova autorizzati da Regioni e Province Autonome. Dopo tale data potranno essere impiegate per uso professionale soltanto le attrezzature che avranno superato positivamente il controllo. Discorso diverso per le attrezzature nuove: quelle acquistate dopo il 26 novembre 2011, sono sottoposte al primo controllo funzionale entro 5 anni dalla data di acquisto.

Se non controlli, paghi

sanzione controllo irroratriciSenza girarci troppo attorno, la pena per chi non ha effettuato il controllo irroratrici funzionale è tutt’altro che simbolica: la sanzione va da 500 a 2000 euro. Va però detto che tale multa non si applica automaticamente, quindi c’è ancora una possibilità per chi deve mettersi in regola. Causa inverno, infatti, la maggior parte delle irroratrici sono ferme. Prima di rimetterle in campo, conviene sottoporle alla verifica, e conviene farlo velocemente e nel migliore dei modi. I centri italiani autorizzati al controllo sono più di 250 e sono distribuiti capillarmente lungo tutto lo Stivale, dunque grossi problemi logistici non dovrebbero essercene. In ogni caso, l’elenco è riportato, diviso per regioni, sul sito di Enama, nella sezione “controlli funzionali irroratrici”. Prima di accedere ai centri autorizzati, è bene preparare la macchina, pulendola adeguatamente, facendo un controllo preventivo circa la sua funzionalità, predisponendo le protezioni sull’albero cardanico. In questo modo, sarà agevolato e velocizzato il lavoro dei tecnici e l’irroratrice sarà in regola in poco tempo.

Certificazione irroratrici: verifiche e controlli nei centri autorizzati

  • Controllo comandi apertura/chiusura getti: non devono variare la pressione di erogazione
  • I getti devono essere chiusi entro 8 secondi dal momento del comando di spegnimento
  • Assenza totale di perdite al momento dello spegnimento (funzione antigoccia dell’ugello)
  • Il livello della miscela nel serbatoio deve essere visibile dalla postazione di comando
  • I manometri devo essere a portata di mano e obbligatoriamente di diametro di 63 mm per attrezzature portate e di 100 mm per quelle portate
  • I manometri devono avere scala graduata suddivisa in scala da 0,2 bar
  • Il ricircolo con reimmissione nel serbatoio centrale deve essere visibile
  • Efficienza cardano che deve essere dotato di cuffia
  • Barre con un errore di allineamento inferiore a 1 cm
  • Chiusura idraulica in sicurezza della barre durante il trasporto su strada