Kubota: ora arriva la full line di attrezzature in arancione

Kubota: ora arriva la full line di attrezzature in arancione

In occasione del Field Day, svoltosi nel bresciano, Kubota mette in campo il meglio della propria flotta… attrezzature! All’attacco a tre punti dei trattori Made in Japan segue una gamma completa: dalla lavorazione del terreno alla protezione delle colture passando per la fienagione

di Samanta Gaber

kubota e Kverneland ItaliaL’Azienda Agricola Le Colombaie di Visano a Brescia ha fatto da cornice a una giornata particolarmente significativa per Kubota lo scorso 11 luglio. È stata questa infatti l’occasione per presentare in Italia, a una platea nutrita di concessionari, ben venti attrezzature di cui sette inedite e che hanno introdotto la cosiddetta “fase 2” dell’espansione del player giapponese, relativa alle inedite attrezzature in livrea arancione per la lavorazione del terreno e la semina, nate dalla collaborazione con Kverneland, acquisita nel 2012 dal giapponese. Proprio queste macchine sono state le protagoniste di una dimostrazione dinamica in campo curata da Sandro Battini, direttore commerciale Kverneland Group Italia, e articolata in tre cantieri differenti: il primo dedicato alla lavorazione tradizionale, oggi ancora ampiamente diffusa, il secondo alla minima lavorazione, cui i PSR riservano una serie di sovvenzioni tra cui quelle delle misure 4 e 10 concludendo infine con la Precision Farming. D’altronde la prospettiva delineata è quella della Full line, imprescindibile per essere vincenti: queste le parole introduttive della giornata di Eleonora Benassi, ad di Kverneland e ribadite poi da Luca Romagnoli, responsabile della Filiale Kubota in Italia Divisione Trattori. Passiamo ora in rassegna le caratteristiche delle attrezzature in arancione che hanno sfilato in campo accompagnate da trattori Kubota delle serie M5001 e M7001.

Cantiere 1: la lavorazione tradizionale targata Kubota

aratro kubotaaratro kubotaProtagonista l’aratro portato reversibile RM2000 di nuova concezione che abbiamo visto in campo con un corpo elicoidale con profondità fino a 30 cm. Questo modello porta con sé significative caratteristiche: tra questi le bure tubolari che contribuiscono alla riduzione del peso dell’attrezzatura per l’uso su trattori anche di più bassa potenza, fino a 150 CV. Il telaio è collegato alla testata tramite un particolare supporto a parallelogramma che permette la centratura costante rispetto al trattore. In alternativa il sistema Variomat permette la regolazione della larghezza di lavoro idraulica, durante il lavoro. Il sistema Auto-line assicura che l’aratro segua il trattore mantenendo il punto di traino centrale a qualsiasi larghezza di lavoro. Tutti gli avanvomeri sono regolabili per posizione a seconda che si voglia interrare una coltivazione più o meno alta: il posizionamento ideale per i sovesci o stoppie di mais è ad esempio la posizione avanzata. Il passaggio successivo è riservato alla seminatrice pneumatica SD1000M preceduta dall’erpice rotante PH2301, la combinata più  semplice che risponde alla convenienza della riduzione dei passaggi. L’erpice è costituito da un nuovo rullo packer da 3 m per 110 kg, denominato Shark, con denti “a pinne di squalo”. La leggerezza è il suo punto forte tanto che si paragona al peso di un rullo gabbia ma con il plus del continuo livellamento e appiattimento del suolo, utile quindi in situazioni con terreni con grande quantità di scheletro che non deve affiorare, per non intaccare organi di lavoro come falciatrici. A questo erpice rotante si possono combinare le macchine Kubota per la semina sia meccanica sia pneumatica. La SD1000M è compatta ed è equipaggiata con il dosatore a controllo elettronico Eldos che tramite il software GEO control integrato esclude automaticamente le file per evitare sovrapposizioni dove il seme è già stato deposto. La tramoggia è montata direttamente sopra all’erpice rotante, a vantaggio di un peso minore esercitato sul sollevatore. Gli organi di semina sono agganciati a barre trasversali collegate a loro volta al castello dell’erpice rotante tramite parallelogrammi. La distribuzione pneumatica è azionata o meccanicamente o idraulicamente a richiesta.

SD1000 M Kubota
SD1000M Kubota

Cantiere 2: la minima lavorazione

attrezzature kubota minima lavorazione
CD2000

Il primo protagonista della minima lavorazione è stato il coltivatore a dischi portato della serie CD2000 da 3 m di larghezza. Appartiene alla gamma di attrezzature Kubota che possono essere rigide, pieghevoli nelle versioni portate o semiportate fino a 7 m di larghezza di lavoro. Due le versioni, Farmer e Profi, rispettivamente con dischi di diametro di 520 e di 600 mm. I dischi hanno forma conica e non concava per assicurare un costante angolo di  taglio indipendentemente dall’usura del disco stesso: il sistema è brevettato e garantisce gli stessi risultati anche nel lungo periodo. Farmer è la versione più economica e leggera con il 15% in meno di peso mentre Profi è pensato per chi vuole una soluzione adatta a un grande affinamento del terreno oppure a un buono sminuzzamento dei residui colturali. L’aggressività del Profi consente in alcune condizioni e con terreni adatti di ottenere lo stesso risultato dell’erpice rotante regolando adeguatamente la profondità di lavoro. Quindi è possibile seminare dopo il passaggio di questa macchina. Chiude il passaggio il rullo Actipack con denti raffinatori adatti anche a terreni argillosi e collosi o per chi avesse altre necessità si possono montare numerose altre combinazioni di rulli. La seconda macchina di questo cantiere è il coltivatore CU3300. Anche qui i modelli si declinano in due versioni da tre o due file di ancore: le tre file sono adatte nel caso in cui si voglia interrare un grosso quantitativo di residui colturali. In questo caso le ancore lavorano in combinazione con dischi pareggiatori e rullo Actipack ma potrebbero anche combinarsi con dischi per la lavorazione del terreno così da ottenere in un solo passaggio il rimescolamento e lo sminuzzamento del terreno per poi procedere con la semina. Da 10 denti nel caso delle tre file, rimuovendo la prima fila costituita da tre ancore si può installare una dischiera anteriormente e di conseguenza avere un abbattimento iniziale dei residui colturali. Di conseguenza le sette ancore dovranno lavorare con punte più aggressive da 430 mm rispetto ai 300 mm delle dieci ancore.

CU3330 coltivatore kubota
CU3330

Cantiere 3: la protezione colture

kubota barra irroratriceL’ultimo cantiere ha mostrato al lavoro due botti diserbo e uno spandiconcime. La serie XMS1 non è Isobus: non si possono gestire le dosi variabili ma con queste barre è possibile gestire completamente dal trattore aperture e chiusura delle sezioni in automatico tramite un pacchetto elettrico o completamente computerizzato. Qui siamo in ingombro stradale, con 2,4 m di ingombro. Monitor FMC gestisce funzioni di barra e volumetria, switch box permette di gestire funzioni elettroidrauliche della botte: la capienza di questa macchina è di 1.200 l. La serie XMS2 è invece disponibile in versione completamente Isobus, permettendo dunque di gestire le dosi variabili seguendo la mappa di prescrizione. In questo caso può essere applicato un serbatoio frontale completamente gestito dal monitor, XFT211 da 1.100 lt: il doppio serbatoio con riempimento indipendente offre la possibilità di lavorare con entrambe le botti (la portata arriva fino a 1.800 l) ma in modo separato, oppure in combinazione con lo svuotamento sincronizzato anteriore/posteriore per un ottimo bilanciamento dei pesi. Nella versione Isobus, l’operatore ha il pieno controllo di tutte le funzioni dal posto di guida del trattore inclusa la gestione automatica del livello del serbatoio. Il tutto avviene grazie al monitor Isomatch Tellus o Isomatch Tellus GO Kubota. L’opzione iXclean Pro permette il lavaggio e il ricircolo in continuo dell’impianto per la pulizia automatica. Già simulati i punti A e B nel campo abbiamo visto in azione entrambe le botti seguite dallo spandiconcime a disco DSM – W Geospread 1550 da 2,2 m di ingombro che ha lavorato con la stessa mappa di  prescrizione già gestita dalle botti. Trattasi di un’esclusiva che permette di regolare automaticamente la larghezza di lavoro e gestire 14 sezioni da 2 m l’una, per gestire il rilascio di concime evitando le sovrapposizioni dove si è già distribuito il prodotto. Lo spandiconcime lavora tramite sensore di referenza e Geopoint per gestire il rilascio di concime al momento della chiusura del flusso di prodotto alla ventola di distribuzione: torna utile al raggiungimento della capezzagna per evitare sottodosaggi nelle ultime porzioni di campo. Con il sistema RotaFlow il concime, cadendo dal serbatoio, viene fatto ruotare in una precamera e rilasciato delicatamente sul disco in modo che la pala non lo danneggi. Il kit TrimFlow permette invece la copertura della distribuzione in un solo passaggio a bordo campo.

botte diserbo Kubota

spandiconcime kubota