Il controllo di gestione è semplice per le piccole aziende

Il controllo di gestione è semplice per le piccole aziende

Verificare la redditività e intervenire per migliorarla. Aspetti di vitale importanza per il piccolo imprenditore che non può permettersi la contabilità analitica. Ecco alcuni semplici passi per un efficace ed economico controllo di gestione

di Fabio Manzini

Abbiamo spesso sottolineato come un’efficace controllo di gestione, basato su una contabilità analitica ben congeniata, sia fondamentale per valutare la profittabilità dei diversi rami di attività e per dotare l’azienda di una struttura adeguata. Per un’impresa agricola di piccole dimensioni, tuttavia, adottare la contabilità analitica (che prevede, tra l’altro, l’individuazione di complessi criteri d’imputazione dei costi fissi e di struttura alle varie attività) può essere difficile e costoso (le fatture dei consulenti esterni a cui si dovrebbe affidare non sono certo a buon mercato). Le aziende agricole di ridotte dimensioni, che in Italia sono la maggioranza, devono allora rassegnarsi ad essere in balia del mercato, senza possibilità di verificare la redditività della propria attività? Per  fortuna no. Anche un’impresa monocoltura o con due colture a cicli stagionali differenti (ad esempio una coltura invernale ed una estiva), può dotarsi di un efficace controllo di gestione senza ricorrere a risorse esterne, attraverso la redazione del budget e l’analisi degli scostamenti.

piccole imprese agricole

Il controllo di gestione: la costruzione del budget

Per costruire un budget, ossia una previsione di che risultato economico (banalmente ricavi meno costi) daranno le due colture stagionali della nostra impresa agricola, bisogna poter prevedere i ricavi, i costi, gli eventi in grado di influenzarli e la probabilità che si verifichino, nonché le aspettative di assorbimento del prodotto finale da parte del mercato. Per ipotizzare i ricavi, occorre prevedere la resa della coltura in esame, la quantità di prodotto richiesta dal mercato e l’andamento dei prezzi: tutti fattori che possono essere influenzati da determinati eventi (climatici, economici, di mercato etc.). L’imprenditore agricolo deve saper comprendere sia l’effetto di detti eventi sia la probabilità che si verifichino: più è alta e più dovrà tenerne conto nella redazione del budget. Un discorso simile vale per i costi, sia variabili (che, ricordiamo, sono quelli direttamente legati alla produzione: materie prime, ore di lavoro) che di struttura (ossia quelli non direttamente correlati all’ottenimento del prodotto: affitti degli uffici, costi contabili etc.). Se l’azienda agricola ha solo due colture con cicli stagionali ben distinti, la ripartizione di costi fissi di struttura non pone particolari problemi: basta tenere conto del periodo in cui vengono sostenuti o ripartirli al 50% tra le due attività (naturalmente in caso di monocoltura è ancora più semplice). È evidente come la capacità dell’imprenditore agricolo di costruire il budget si affini di anno in anno con l’esperienza maturata nella specifica attività. Un neoimprenditore, invece, ha maggiori difficoltà, perché non può far altro che basarsi su informazioni raccolte all’esterno ed analizzare i trend storici (che non è detto offrano elementi utili a congetturare il futuro). Oltre ad affinarsi di anno in anno, il budget dovrebbe prevedere continui miglioramenti (ragionevolmente realistici) di rendimento futuro: in tal modo assume l’importante ruolo di obbiettivo a cui tendere, migliorando implicitamente l’efficienza aziendale.

L’analisi degli scostamenti

controllo di gestione per le piccole aziende agricoleUna volta ottenuti i risultati consuntivi delle attività, il controllo di gestione si esercita attraverso l’analisi degli scostamenti tra previsioni di budget e dato finale, per ogni singola voce di costo e ricavo. In questa fase è fondamentale la capacità dell’imprenditore di comprendere le ragioni di un risultato significativamente diverso da quello previsto, nonché la congruità delle ipotesi di budget. Tra un risultato sensibilmente inferiore alle previsioni a causa del verificarsi di eventi imprevedibili ed irripetibili ed un risultato sensibilmente inferiore alle previsioni per ragioni strutturali, c’è un’enorme differenza: solo nel secondo caso l’imprenditore dovrà intervenire, eliminando i fattori che hanno influito negativamente sul rendimento  o abbandonando quella determinata attività perché non più redditizia. Per contro un consuntivo migliore del budget è sì un fatto positivo, ma se è stato ottenuto grazie ad eventi eccezionali ed irripetibili, può mascherare inefficienze strutturali: è necessario analizzare il risultato depurato da tali eventi straordinari per comprendere la reale redditività. Naturalmente tali episodi non dovranno essere riconsiderati neppure nella redazione del budget per l’anno successivo. Monitorare la propria attività per comprenderne la redditività è un’esigenza fondamentale di tutte le imprese, anche di quelle che per dimensioni o struttura non possono dotarsi di strumenti complessi come la contabilità analitica. Il controllo di gestione può essere realizzato in maniera semplice quanto efficace attraverso  la redazione del budget e l’analisi degli scostamenti.