JCB Loadall 531-70 Agri Pro Dualtech VT: il meglio di due mondi

JCB Loadall 531-70 Agri Pro Dualtech VT: il meglio di due mondi

JCB Loadall 531-70 Agri Pro Dualtech VT dimostra la soluzione del costruttore inglese per unire il meglio di due mondi che non si pensava potessero avere un punto in comune: una trasmissione che racchiude idrostatico e powershift

sollevatore telescopico azienda agricola

di Agri957

jcb agri pro altezza lavoro
Il JCB AgriPro 531-70 è in grado
di sollevare al massimo 4.100 e alzare carichi fino a 7 m di altezza.
Allo sbraccio massimo la portata è di 1.500 kg, mentre all’altezza massima il valore sale a 2.250 kg.

Da quello che è stato il primo telescopico in agricoltura a oggi di acqua ne è passata sotto i ponti. E senza ombra di dubbio JCB è stato il costruttore pioniere dei telescopici nel settore dell’agri, un marchio che ha varcato la soglia dei 100.000 telescopici costruiti nel 2007 e con una produzione annuale che spazia dalle 15 alle 17 mila unità annue. Nei momenti più difficili, scaturiti, durante la crisi degli ultimi anni, la produzione era scesa a 11.000 unità, quindi numeri ancora lontani per mettere veramente in crisi il colosso inglese. La logica di produzione dei telescopici inglesi oggi è basata su unità che sono già in consegna; il piazzale di stoccaggio delle macchine pronte al trasporto si svuota al termine di ogni giornata lavorativa: ciascun Loadall ha già la propria targhetta e una destinazione ancora prima che i pezzi siano assemblati in fabbrica. L’evoluzione della serie è arrivata però nel 2017, con un modello di telehandler completamente rivoluzionario nella propria categoria. JCB ha da sempre voluto dare importanza alle opinioni degli utilizzatori delle proprie macchine: nel mondo agricolo sono divisi in favorevoli alla trasmissione idrostatica oppure a quella powershift, che JCB già fornisce sui propri telescopici nelle versioni a 4 o 6 rapporti. Ideale sarebbe, secondo questi pareri divergenti, avere una trasmissione idrostatica per i lavori a bassa velocità di tipo aziendale e una trasmissione ad alto rendimento meccanico per quei lavori che richiedono maggiore velocità e trazione. Per soddisfare tutte le necessità operative, in parecchi anni di test e sviluppi in segreto, JCB ha voluto fondere il meglio di questi due mondi in un’unica trasmissione, che ha preso il nome di DUALTECH VT, abbinata ai modelli AgriPro. Uno dei primi esemplari in Italia ad avere tale scritta sul cofano motore, nel modello JCB Loadall 531-70, si trova presso un’azienda con la “A maiuscola”, per quantitativo di innovazioni tecnologiche soprattutto riguardanti la stalla nella sua struttura e automazione, senza naturalmente tralasciare il benessere animale perfettamente sotto controllo costante. Una stalla strutturalmente di nuova generazione racchiude non solo una sala di mungitura robotizzata, ma anche un sistema di alimentazione automatizzato, per una razione al 100% di sostanza secca. In questo modello aziendale ogni vacca da latte ha al collo un microchip per controllare la costanza nell’alimentazione e mungitura, scovare eventuali comportamenti anomali e aiutare gli allevatori a individuare il momento di calore. Allevatori che sono i due fratelli Roberto e Marco responsabili assieme al padre della Berton e Figli S.S.A, a pochi passi da Torino, nel comune di Pianezza. Partner di tutta questa automazione non poteva mancare un sollevatore telescopico di ultima generazione, che potesse soddisfare le svariate esigenze dell’azienda, grazie soprattutto a quella che si può definire una vera e propria rivoluzione a livello di trasmissione.

Nel JCB Loadall 531-70 AgriPro, a un cambio similare al powershift, sono stati abbinati un gruppo motore idraulico e un gruppo pompa idrostatica gestita da un pacchetto di frizioni  multidisco.

La comodità dell’idrostatico per la movimentazione lenta e lo sbancamento rimane invariata nel 1° rapporto: tutto si gestisce con l’acceleratore, avanzamento e arresto, proprio come su una macchina con la sola trasmissione idrostatica. Per sopperire al basso rendimento della trasmissione idrostatica alle alte velocità, invece, intervengono i rapporti meccanici in 2°, 3° e 4° marcia, garantendo maggiore aggressività e trazione per i lavori pesanti come in trincea o per i  trasferimenti su strada. Il funzionamento idrostatico della macchina si suddivide in tre modalità di lavoro: drive, pedale e flexi. Classico il funzionamento nella prima scelta, con il pedale dell’acceleratore viene regolato l’avanzamento e al contempo i giri motore che rimangono variabili; nel secondo caso è fissato il regime motore costante e con il pedale dell’acceleratore si agisce sull’avanzamento. È una modalità valida per molte operazioni: grazie ad essa si ottengono prestazioni costanti del braccio dovute a una portata dell’olio costante, così da poter movimentare materiali gravosi con alte prestazioni che si ottengono già da 1.500- 1.700 g/min del motore. È già da questo valore che si ha un alto rendimento dell’impianto idraulico: tra il  90 e il 95% di portata idraulica relativa ai 140 l che si possono al massimo sfruttare. La trasmissione è svincolata dall’idraulica e quindi si può lavorare con precisione nei momenti di avvicinamento al carico, a un regime che corrisponde anche al picco massimo della coppia motrice. Nell’ultima modalità Flexi si impostano i giri motore elevati per avere un’idraulica costante verso un’attrezzatura alimentata e si riduce l’avanzamento di modo tale che sia più controllato: per uno spargipaglia, un alimentatore o uno spazzolone, attrezzi che richiedono una mandata d’olio in continuo, è necessario un avanzamento ma preciso, dettato dal pedale dell’acceleratore.

Il passaggio del funzionamento della trasmissione idrostatica a meccanica si ha dai 17 a 19 km/h a seconda che si stia lavorando in Eco oppure Power, tramite lo sgancio della frizione che gestisce la pompa idrostatica e le tre marce powershift sono inserite in presa diretta, senza convertitore di coppia per il massimo rendimento meccanico all’albero di trazione. Si riducono al minimo le perdite di potenza e si alza al 100% il rendimento del motore e della trasmissione. Il tutto si può gestire con un funzionamento Eco per garantire consumi ridotti al massimo a 1.800 g/min oppure con quello Power per sfruttare al massimo le capacità della macchina. Grazie alla componente meccanica si arriva più velocemente a 40 km/h rispetto a macchine idrostatiche e lo si può fare in manuale oppure in automatico. Anche la trazione varia a seconda della modalità di lavoro: in idrostatico sono normalmente inserite le quattro ruote motrici, mentre al powershift la trazione può essere inserita manualmente oppure in automatico. È possibile disinserire la doppia trazione a favore delle ruote posteriori: si ha la massima trazione su strada sia a vuoto sia con al seguito un rimorchio gravante sul gancio di traino dell’AgriPro. Appesantendo così l’assale posteriore gli pneumatici hanno un grip superiore se paragonati con quelli dell’assale anteriore. I competitor preferiscono una trazione anteriore, che è sì giustificata a vuoto, ma non con al seguito dei rimorchi: l’anteriore è infatti l’assale più leggero che non può garantire una trazione eccellente come può fare invece il posteriore in queste situazioni. La trazione singola si può sfruttare anche nelle movimentazioni aziendali e nei trasferimenti con carichi leggeri. Lo spostamento dei balloni sul piazzale aziendale o i trasferimenti leggeri a vuoto possono essere eseguiti con la sola trazione anteriore, il tutto a vantaggio di un consumo di carburante inferiore, ma senza calo in prestazioni.

Ma i plus del JCB Loadall 531-70 non si fermano qui. Il braccio è fondamentale che sia di costituzione robusta e sia assistito da elementi che possano migliorarne le sue prestazioni. La costituzione con sezione a U rovesciata con piastre di chiusura completamente saldate ha permesso di ridurre al minimo il numero di giunzioni e punti esposti alle sollecitazioni all’estremità del braccio integrata e sulla piastra di chiusura monopezzo. La costituzione robusta è sollevatore telescopico nuovoassociata a un sistema anti beccheggio di serie di tipo automatico, unico nel suo genere. Si attiva sopra ai 4 km/h migliorando la ritenzione del carico quando si fanno operazioni di movimentazione veloce, mentre per sbancamento a basse velocità è importante avere un controllo totale del carico e quindi viene disinserito. Il sistema può, però, essere attivato manualmente con il braccio in qualsiasi posizione. Lo smorzamento delle vibrazioni avviene grazie a due accumulatori tarati su due diverse frequenze delle sollecitazioni: alta e bassa frequenza. Questa soluzione differisce da tutti gli altri costruttori che solitamente cercano di ridurre la sola alta frequenza. Un’altra caratteristica che contraddistingue la logica di JCB da altri sollevatori telescopici è quella di avere un allestimento completo di serie e optional sufficienti per esagerare. L’allestimento base dei telescopici agricoli comprende la pompa a pistoni da 140 l a portata variabile con distributore load sensing a centro chiuso; a flusso e a pressioni compensate;  servocomando a gestione elettronica con sfilo ausiliario elettroproporzionale, quest’ultimo programmabile in flusso che rimane costante anche quando si lascia il joystick; attacco rapido a comando idraulico, inversore elettroidraulico al volante replicato sul joystick, sedile ammortizzato meccanico, aria  condizionata, luci da lavoro sull’anteriore e posteriore, tergicristalli e vetri atermici, pneumatici Michelin 460/70 R24, gancio traino Cat. C’è poi una ventola a flusso reversibile automatica di tipo proporzionale secondo temperatura del motore e temperatura esterna. Una macchina che si può definire più che completa come allestimento basico. Come se non bastasse, la scelta su questo modello è stata quella di montare i freni ad aria per una capacità di 20 t rimorchiabili.

La domanda è lecita: perché scegliere una macchina così completa e con un allestimento così massiccio?

Lo spiegano bene i due fratelli Berton: “Cercavamo una soluzione completa e che ci potesse fornire il comfort di un trattore ma con prestazioni al top di sollevamento e movimentazione. Alimentando le nostre bovine esclusivamente con sostanza secca. Movimentando quotidianamente balloni, necessitavamo di un telescopico che fosse agile e reattivo in azienda e ancor di più aggressivo e feroce su strada e in campo. Ci muoviamo con un pianale da 20 ton e il telescopico,  che fornisce ottime prestazioni su strada e può sportarsi a 40 km/h con una trazione ottimale su tutte le superfici.” Il JCB Loadall 531-70 AgriPro è macchina per molti. Ma soprattutto per chi capisce realmente la validità di una trasmissione di questo calibro, capace di dare veramente quel “valore aggiunto”, il solo in grado di stravolgere gli standard dell’azienda agricola in termini di movimentazione.

Parola ai proprietari

fratelli Berton
(A sinistra il il padre e a destra i figli Berton). Il JCB AgriPro è una macchina più che completa con questo allestimento e che garantisce una modalità di funzionamento adatta ai differenti attrezzi agganciati al braccio. La gestione in Eco e Power permette di avere prestazioni quando servono, mentre la scelta della ripartizione della trazione assicura sempre il grip necessario. Ci siamo trovati molto soddisfatti, anche sopra le aspettative.