Orticole, spazio alle micro verdure

Orticole, spazio alle micro verdure

Le micro verdure sono sempre più richieste dal mercato perché nutrienti, pratiche e soprattutto trendy. E sono anche un’ottima opportunità di reddito per gli imprenditori agricoli che vogliono svoltare. Ecco come coltivare le microgreen

di Laura Parlander

Che le orticole siano un prodotto ad alto reddito non dobbiamo certo spiegarlo. Ma, per avere successo nella coltivazione di queste specie, occorrono una serie di requisiti: quello imprescindibile, almeno in teoria, è la zona vocata (ma se ne può discutere). A esso si affiancano la capacità imprenditoriale e la possibilità di procedere, almeno all’inizio, con investimenti di un certo livello: un supporto dai PSR, incentivi al settore, prestiti agevolati, possono fare la differenza. Ma quanto detto finora, però, non è annoverabile tra le novità: quello di cui vale la pena parlare, invece, sono le nuove tendenze in fatto di verdure. È sufficiente entrare in un qualsiasi supermercato di città ed è subito chiaro: i consumatori più esigenti oggi prediligono verdure in formato mignon. Perché? Chi può dirlo! Forse perché spesso sono prodotti di quarta gamma e dunque già pronti all’uso. Forse perché preparare una cena a base di verdure in miniatura rende il tutto più gourmet. Forse perché la tendenza è quella di consumare prodotti dalle alte aspettative, soprattutto in termini nutrizionali. In ogni caso, per gli imprenditori agricoli si tratta di una buona opportunità: sempre nei suddetti supermercati, è facilmente individuabile il prezzo di questi prodotti, che arrivano tranquillamente a superare i 20, forse 30, talvolta i 40 euro al chilogrammo.

micro verdure idee di marketing per la distribuzione
Per farsi strada nel mercato è necessario pensare anche a idee originali per la distribuzione. Un packaging accattivante può fare la differenza.

Cosa sono esattamente le micro verdure?

I micro ortaggi sono le piantine giovani e tenere di numerose specie di ortaggi, erbe aromatiche e piante spontanee. Non si tratta di germogli e neppure dei comuni ortaggi da foglia coltivati in campo, cresciuti e pronti al consumo, ma proprio di una nuova categoria di ortaggi che si contraddistingue per la raccolta precoce e un sistema di coltivazione in “miniatura”.

Quali specie?

Non c’è praticamente limite per le micro verdure! Possono essere allevate con il metodo della miniatura una serie infinita di ortaggi e anche qualche frutto: cavolfiore, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cavolo cinese, cavolo da foglia, cavolo verza, cima di rapa, crescione, mizuna, ravanello, rucola, senape, lattuga, indivia, scarola, cicoria, radicchio, aneto, carota, finocchio, sedano, aglio, cipolla, porro, amaranto, bietola da coste, bietola da orto, spinacio, melone, cetriolo, zucca, avena, grano tenero, grano duro, mais, orzo, riso, quinoa, cece, erba medica, fagiolo, fagiolino, fieno greco, fava, lenticchia, pisello, trifoglio, girasole, lino, basilico, erba cipollina, coriandolo e cumino.

ortaggi da coltivare in serra

Come coltivarle

La parola chiave, è facile intuirlo, è la serra. Le micro verdure sono infatti nel novero della grande famiglia delle colture protette. Ecco perché, come si accennava, non devono essere contemplate solo nelle aree vocate. Tornando alla serra, meglio se di ultima generazione: sono più efficienti dal punto di vista energetico, sono più attrezzate e meglio disposte. Bene comunque anche le serre d’antan, magari rimodernate. Le luci a led, per esempio, sono obbligatorie, così come la camera di crescita ben concepita: l’umidità deve essere molto alta (circa l’80 per cento), le temperature devono essere medie (circa 20 gradi). Una verdure mignon per la grande distribuzione volta seminate le cosiddette microgreen – è così che vengono tecnicamente definite le verdure in miniatura – si attende che la natura faccia il proprio corso, ma stando all’erta: una volta cresciute e germogliate nella suddetta camera di crescita, le verdurine vanno raccolte molto prima della maturazione fisiologica. Si tratta quindi di cicli culturali brevi, brevissimi, per alcune specie si arriva a fatica alla settimana. Dunque si raccolgono quando da un punto di vista nutrizionale sono al top: contengono infatti un’altissima concentrazione di vitamine e nutrienti e dunque nulla hanno a che invidiare alle sorelle maggiori della stessa specie, anzi: secondo alcuni studi, i micro-ortaggi sarebbero capaci di migliorare l’attività digestiva e la difesa dell’organismo da diverse malattie, tanto da essere menzionati tra i cosiddetti alimenti funzionali. Una volta pronte, tocca gestire il punto più dolente, ossia la distribuzione. Per entrare nei grandi supermercati occorre avere i volumi, come sempre. Non si può perdere tempo, però, perché sono prodotti delicati e con una breve, talvolta brevissima shelf-life. Occorre quindi attrezzarsi con specifici accordi, con canali mirati, con un buon packaging e magari con qualche idea: per esempio il mercato del bio può rappresentare un’opportunità. D’altro canto le l sono specie che non richiedono trattamenti. Non è facile, certo, ma a conti fatti le premesse economiche sono decisamente stimolanti.