Dall’agricoltura di precisione ai filari con Sitevi 2017

Dall’agricoltura di precisione ai filari con Sitevi 2017

Lo scorso luglio a Milano è stata presentata l’ormai prossima edizione di Sitevi 2017, Salone delle attrezzature e del know how per le produzioni delle filiere vigna-vino che si svolgerà a Montpellier tra il 28 e il 30 novembre. L’evento è stato organizzato da Paris Region Entreprises, Saloni Francesi e Promosalons, promotori di Sima e Sitevi, esposizioni fortemente incentrate sull’innovazione e sull’ agricoltura di precisione: Sitevi è la piazza che ospiterà il Villaggio delle Startup, trampolino di lancio per le giovani imprese, un fitto programma di conferenze sull’agricoltura connessa, le nuove tecnologie e la trasformazione digitale e un’area esterna, Spot Démo che include la robotica.

di Samanta Gaber

martine degremont sitevi
Martine Dégremont, direttrice di Sitevi, introduce il dibattito sull’agricoltura di precisione in Italia.

L’incontro è stato dunque occasione per un dibattito sul precision farming

Davide Misturini agronomo
Davide Misturini

L’incontro ha visto la partecipazione di alcuni tra i protagonisti del settore e ha coinvolto rappresentanti di costruttori, concessionari e contoterzisti chiamati a confrontarsi su questo tema caldo. Punto di partenza “La rivoluzione digitale in agricoltura è già iniziata!”, relazione dal titolo provocatorio di Davide Misturini, agronomo chiamato a tracciare un quadro delle applicazioni digitali in Italia. Partendo da uno studio del 2015 del Mipaaf emerge che il digitale raggiunge nel Bel Paese l’1% della Sau complessiva. Ma cosa significa agricoltura di precisione? Sistemi di guida automatica e integrata, presenti sull’8% circa delle macchine circolanti, di cui si vedono subito i benefici in termini di risparmio di carburante e riduzione di scarti e sovrapposizioni, e anche telerilevamento (da satelliti e droni), mappatura delle produzioni e conseguente gestione ottimale delle attrezzature. Le colture specializzate si avvalgono di sistemi di monitoraggio di infezioni e infestazioni, del controllo dell’accrescimento dei frutti e dell’irrigazione di precisione mentre in ambito zootecnico è possibile gestire e tracciare l’alimentazione dei capi, con il vantaggio della certificazione di qualità del prodotto finale. Concordi i partecipanti della tavola rotonda sull’importanza conoscenza delle caratteristiche degli appezzamenti e degli allevamenti e sulla convenienza dell’ottimizzazione degli interventi, il must è produrre di più impattando meno, tra i riscontri emerge una certa resistenza al cambiamento (Fabrizio Zuccali e Marco Menga di Cai e Uncai). Complice la non sempre adeguata formazione dei venditori, come sottolineato da Gerardo Caffini (Caffini s.p.a.) e quella degli operatori stessi (Alessandro Pertile, Lemken). Paolo Cera (KUHN), fatti i dovuti distinguo per colture più avanzate come viticoltura e risicoltura, individua la vera sfida nella cooperazione tra agricoltori e agronomi, preposti all’interpretazione dei dati dal campo e all’elaborazione di modelli previsionali. L’accento è posto anche sulla connessione tra costruttori di trattori e attrezzature, concetto questo ripreso da Alessandro Zambelli di Lovol Arbos Group. Ma l’investimento ha costi che non tutti possono permettersi (Giacomo Molucchi, Maschio Gaspardo). I contoterzisti hanno più possibilità su costi e capacità di ammortamento e sono un effettivo veicolo delle innovazioni in atto. Nello scenario emerge la necessità che l’istituzione scolastica aggiorni i programmi delle scuole superiori in cui meccanica agraria e meccatronica sono assenti. Stesso discorso sulla gestione dati e sull’uso di relativi programmi che porrebbero le nuove generazioni più padrone della propria azienda (Mario Mendini, Arvatec).

Agricoltura di precisione, tra presente e futuro

fednt comandi cabina trattore

L’obiettivo del Ministero delle Politiche Agricole è che il digitale raggiunga il 10% della Sau nazionale entro il 2021. Proposito realistico? Il processo è in corso e le numerose aziende che compongono il tessuto agricolo possono fare sperimentazione. D’altronde la tecnologia è sempre più alla portata, l’Isobus oggi non è un miraggio. Marco Mazzaferri (AGCO) evidenzia il ruolo strategico delle grandi aziende agricole che hanno il compito di eccellere in tecnologia ma, se al momento due milioni di trattori circolanti hanno più di vent’anni e ogni anno si vendono meno di 20 mila trattori nuovi all’anno, la strada è ancora lunga.