Manitou MLT 960 Tier 4F Classic: braccio di ferro tra potenza e controllo

Manitou MLT 960 Tier 4F Classic: braccio di ferro tra potenza e controllo

Braccio d’acciaio per sollevamenti di tutti i tipi, cilindri idraulici da peso massimo e un circuito idraulico a portata da urlo: ecco come si costruisce un gigante della movimentazione per l’azienda agricola come Manitou MLT 960

sollevatori telescopici manitou

a cura della redazione

La potenza è nulla senza controllo. Mai un claim pubblicitario fu più azzeccato per descrivere quanto un telescopico di grosse dimensioni non possa essere gestito con le stesse modalità che si impiegano per macchine con braccio da 6 o 7 m e capacità di carico di 3 o 4 mila chili. MANITOU, che arriva al Tier 4Final con il modello Manitou MLT960, realizza anche un telehandler per chi non si accontenta di sollevare 30 o 40 qli e necessita di movimentare molti m3 di materiale al giorno in poco tempo. Una macchina destinata a chi non intende rinunciare alle prestazioni, garantite da organi solidi e ben assemblati fra loro, controllabili con precisione da un joystick dedicato e da una trasmissione a variazione continua che non delude. È così che Manitou MLT960 diventa il sollevatore ideale per i grossi impianti di biogas o per le grandi stalle.

sollevatori telescopici lavoro azienda agricola biogas

sterzo sollevatore telescopico manitou mlt 960

benna per granella
MANITOU MLT 960 CVT con allestimento CLASSIC è stato testato con una benna per granella da 3,2 m3 e con una forca per movimentazione balloni.

Manitou MLT 960: impressioni

Fuori l’MLT960 dà l’impressione di una macchina di totale imponenza, soprattutto in altezza, caratteristica quest’ultima che potrebbe andare a scapito di stabilità e manovrabilità. Ma così non è. In marcia, mano al joystick, l’impressione è che si possa governare tranquillamente la macchina, sfruttandone appieno le capacità, senza mai arrivare a limiti che mettano a repentaglio la sicurezza. Bene la guida e la manovrabilità dettata dal passo piuttosto ridotto per un telescopico di questa taglia: MANITOU è riuscita a fondere nello stesso telaio monolitico in acciaio sia una buona efficienza di sollevamento sia l’attenzione agli spazi di manovra senza comprometterne la precisione, fattore molto importante quando si guida un telescopico. Capace l’impianto idraulico, di cui sorprende in particolare il cilindro idraulico di brandeggio davvero sovradimensionato: ha un angolo di -12°/+136°, capace di chiudere verso l’alto la benna da 3,2 m3 completamente carica di digestato in pochi secondi, senza necessitare della retromarcia per liberare la benna o del sollevamento del braccio. Questo elemento, combinato con una trazione costante e molto elevata (9.300 daN), permette di velocizzare tantissimo la fase di riempimento della benna, soprattutto quando si movimentano materiali pesanti e su superfici dove si necessita una buona aderenza, come su digestato dove è stata testata la macchina. Ottimo il giudizio anche per il comando inching con pedale: è molto importante per i telescopici avvicinarsi con precisione millimetrica al punto dove si vuole lasciare il carico; grazie a questo pedale, che affianca quello del freno, usando il piede sinistro si regola l’avvicinamento del Manitou MLT 960 con precisione totale. La trasmissione CVT è semplice per gestione ed efficace sia nel modo di utilizzo movimentazione, per il quale è disponibile la massima progressività e prestazioni di coppia, nonché di trazione, indispensabile per la movimentazione pesante ma anche nel modo stradale, più dinamico e adatto ai cambi repentini di velocità. Quest’ultima funzione è ideale per esempio per movimentare balloni in campo o per i trasferimenti stradali. In entrambe le modalità è comunque possibile raggiungere i 40 km/h. Il braccio telescopio arriva a 9 m di altezza e sbraccia per 5,3 m: è interamente in acciaio ad alto limite di snervamento con un unico cilindro a sfilo e tubazioni incorporate. A fine sfilo del braccio interviene l’ammortizzatore di fine corsa per smorzare i contraccolpi anche a benna carica. Intuitive le funzioni del joystick proporzionale al 100% che in questa nuova versione richiede il consenso di utilizzo al primo movimento oppure dopo che la leva non viene utilizzata per 10 secondi. Se la si utilizza invece di continuo non è necessario premere il comando di consenso.

Cabina

cabina manitou mlt 960
Il sedile con sospensione meccanica in tessuto; il joystick è inserito nel bracciolo, in optional si può richiedere quello con sospensione attiva.

La cabina è ampia e spaziosa, risponde alle norme ROPS e FOPS Livello II. All’interno del cruscotto analogico con schermo digitale per visualizzare tutti i settaggi e la diagnostica della macchina, è incluso un riquadro dedicato per il controllo del braccio e l’avviso di controllo del carico e di stabilità longitudinale. Il segnale non è solo luminoso ma anche acustico. L’indicatore di stabilità ha blocco automatico dei movimenti aggravanti quando si arriva al limite massimo di sollevamento. Sul joystick JSM (Switch & Move) si trova l’inversore elettroidraulico che non è replicato al volante: la mano sinistra è sempre costantemente adibita allo sterzo. Proprio di fronte all’operatore è posto anche un indicatore di livello trasversale a bolla.  Si rivela piuttosto silenziosa anche con regimi motore piuttosto elevati e, nota che non tutti hanno, il piantone dello sterzo è inclinabile e telescopico. Gli specchietti retrovisori laterali e posteriori permettono di vedere tutti gli angoli morti intorno a Manitou MLT 960, anche dove c’è il gancio di traino.

manitou prova in campo azienda agricola bozzini giorgio lodi
Il test in campo è stato svolto nelle vicinanze di Valera Fratta, presso Cascina Canova, Azienda Agricola Bozzini Giorgio, in provincia di Lodi.

Parola all’operatore

azienda agricola bozzini giorgio
Orazio Bozzini lavora assieme al padre Giorgio e ai suoi tre fratelli nella gestione di una azienda agricola con stalla e biogas. L’utilizzo dei telescopici è quindi all’ordine del giorno. “Ho trovato
l’utilizzo del joystick confortevole e pratico in tutti i movimenti, bene la guida e la portata idraulica, il pedale inching migliora la precisione nell’avvicinamento dei carichi, è sensibile e le ripartenze non
sono mai brusche, anche quando si lascia il pedale di scatto. Nonostante le dimensioni la manovrabilità
è accettabile e la trazione molto buona. Il grosso vantaggio è quello di avere il cilindro idraulico del
brandeggio sovradimensionato così da chiudere la benna carica senza aver bisogno di retromarcia, grazie alla buona trazione si riempiono i 3,2 m3 con facilità.”

 

La versione integrale dell’articolo è stata pubblicata sul n°46 di A come Agricoltura, in edicola dal 27 settembre 2017!