Combi Mais tira le somme dopo l’ultimo raccolto

Combi Mais tira le somme dopo l’ultimo raccolto

L’emergenza siccità che ha colpito quest’anno l’agricoltura italiana non ha fermato Combi Mais. Oggi, a margine dell’ultimo raccolto, è giunta l’ora di tirare le somme mentre si continua a perseguire un obiettivo ambizioso, il raccolto di 20 t di granella per ettaro. Utopia? I dati dimostrano che il traguardo non è poi così distante

di Samanta Gaber

Avevamo lasciato Combi Mais lo scorso maggio, al momento della presentazione dell’ultima versione del protocollo di produzione, rivolta al digitale. E ora l’occasione per raccontarvene gli sviluppi è la presentazione dei dati relativi al raccolto di granella di mais dello scorso settembre, introdotta orgogliosamente da colui che ha messo a punto il progetto. Mario Vigo è il titolare dell’Azienda Folli in provincia di Milano, teatro della sperimentazione che ormai da quattro anni persegue un obiettivo da record: il raccolto di 20 t di granella per ettaro facendo leva anche sulle specifiche expertise di partner illustri come Syngenta, Netafim, SDF, KUHN, Unimer e Cifo.

azienda agricola folli di vigo
Una porzione di campo dopo il raccolto.

L’obiettivo è ragionevole?

giovanni fava assessore agricoltura Lombardia
Giovanni Fava, assessore all’agricoltura per la regione Lombardia

Alcuni dettagli sono stati illustrati da Francesco Scrano di Syngenta: partito il progetto nel 2014 con un raccolto finale di 15,3 t/ha su un’area di 7 ha, negli anni successivi la superficie coltivata è stata estesa fino a 28 ha con resa complessiva attestatasi quest’anno a 15 t/ha di qualità, micotossine esenti. “Siamo contenti? Ni. L’obiettivo in termini di raccolto è più alto ma se confrontiamo le 15 t di quest’anno con la resa dello scorso anno il calo complessivo è del 5,4%: il dato generale prevede diminuzioni comprese tra il 15 e  il 12%”. Il 2017 è stato infatti definito annus horribilis, con gelate che proprio a Mediglia ad aprile hanno ceduto il passo ad alte temperature e siccità. Eppure l’obiettivo non sembra distante: i dati parcellari rivelano situazioni in cui si poteva fare meglio (la particella in subirrigazione con più alta densità semina) mentre in una diversa porzione invece la punta produttiva ha raggiunto 17,6 t/ha: si tratta di quella in cui l’apporto nutrizionale è stato più mirato con prodotti nutritivi a marchio Cifo. Ricordiamo che qui si sperimentano approcci agronomici diversi in termini di densità di semina, concimazione, apporto nutritivo e irrigazione. “I mesi invernali serviranno per intervenire e capire cosa è successo” conclude Scrano. Del resto la perfettibilità è la caratteristica che contraddistingue Combi Mais: quest’anno è stata inaugurata la fase smart con l’introduzione di uManage di Netafim e Optimais di Syngenta, piattaforme digitali in comunicazione con sensori installati nel terreno che hanno suggerito l’opportunità di interventi irrigui o di protezione. L’ultima novità è rappresentata infine dalla polenta prodotta con farina Combi Mais a marchio “Società Agricola Folli” che chiude così la filiera. In virtù del continuo monitoraggio di tutte le fasi produttive, parliamo quindi di un protocollo che, “se diventasse sistema coinvolgendo un consorzio di aziende agricole potrebbe essere sostenuto e finanziato nell’ambito della misura 16 del nostro PSR. Arrivando anche a finanziare tutta l’attività, fino a quella di trasformazione, quindi sostenendo parte degli investimenti posti in essere per valorizzare quel prodotto. Un prodotto che si posizionerebbe sul mercato con un’etichetta e un’immagine diverse, proprio per le sue caratteristiche” secondo le parole di Giovanni Fava, assessore all’Agricoltura della regione Lombardia chiamato a intervenire nel corso della presentazione.

combi mais
La giornata è stata introdotta con orgoglio da chi ha messo a punto Combi Mais, Mario Vigo, titolare dell’Azienda Agricola Folli.

Conti alla mano

Ce ne parla sempre Scrano: considerato il corrente prezzo del mais a 175 €/t, si stima che l’Azienda Folli venderà la propria granella a 205 €/t, incluso premium price. Dunque la PLV dei 25 ettari Combi Mais toccherà i 77 mila € (15 t/ha x 205 €/t) a cui vanno tolti costi di produzione di 47 mila € (costo medio di 1.906 €/ha): causa siccità la spesa è aumentata del 6% rispetto allo scorso anno, con costi lievitati imputabili all’irrigazione. Per fare un esempio nelle parcelle irrigate a scorrimento sono stati effettuati cinque interventi anziché tre dando 180 mm in più di acqua. Ci attestiamo quindi a un reddito di 30 mila €, pari a 1.200 €/ha. E chi non fa Combi Mais cosa guadagna? Simulando analoghe condizioni colturali ma con una produzione di mais a metodologia tradizionale, quest’anno un agricoltore esperto sempre nella zona del nord Italia porterà a casa una PLV di circa 2.050 €/ha (175 €/t x 11,3 t/ha di produzione media) con un reddito finale di 347 €/ha, circa quattro volte.

Combi Mais, una squadra di tutto rispetto

Il teatro della sperimentazione, partita nel 2014 alla vigilia di Expo, è l’Azienda Agricola Folli di Vigo di Robbiano di Mediglia, a Milano. I partner di Combi Mais sono capitanati da Syngenta che ha selezionato l’ibrido SY Brabus per la produzione della granella e i prodotti a protezione della coltura ad esempio contro la piralide e per la mitigazione dello stress. A Netafim spetta la fornitura di soluzioni per l’irrigazione a goccia e la micro-irrigazione, Unimer è invece coinvolta per la concimazione, Cifo per la nutrizione localizzata alla semina, in fertirrigazione e per la biostimolazione fogliare. Lato meccanica, Kuhn fornisce le attrezzature di precision farming e Deutz Fahr i trattori. Il coordinamento delle attività è affidato all’Istituto di Agronomia di Torino.