Monster of Agritechnica: macchine agricole che (forse) non vedremo mai in Italia

Monster of Agritechnica: macchine agricole che (forse) non vedremo mai in Italia

È la parte di Agritechnica che strappa ai visitatori più di una foto col telefonino. Parliamo di padiglioni che ospitano macchine agricole che si ha l’occasione di  incontrare solo in appuntamenti internazionali come quello di Hannover. Macchine che arrivano dall’Est o da oltreoceano con funzioni o dimensioni che difficilmente troveranno applicazione nelle nostre realtà. Ma non è detta l’ultima parola… Di seguito vi proponiamo una panoramica di dieci trattori e macchine agricole più rappresentative,  provenienti da tutto il mondo e destinate ai più svariati mercati agricoli 

di Alessandro Aresi

1_ Agrometer: gigante ombelicale

agrometer

Azienda danese posizionata negli stand di macchine per la distribuzione e gestione dei reflui solidi e liquidi: si chiama Agrometer e ha esposto alcune macchine ombelicali per la distribuzione di reflui liquidi della propria gamma, in particolare un semovente con barre a calate disponibili fino a 36 m di larghezza di lavoro. Il più grosso modello con questa larghezza di lavoro è l’SDS 8000: integra nel telaio cabina e motore proprio e un avvolgitore a bobina contenente fino a 650 m di tubo con diametro di 4”: l’obiettivo è quello di essere totalmente indipendente per una distribuzione efficace e  continuativa, senza quindi l’ausilio e intervento di altre macchine e operatori che nel caso dei sistemi ombelicali tradizionali hanno il compito di fornire il tubo montato sulla bobina e garantire il flusso prodotto con pompe. La cabina è traslabile ai lati della macchina e reversibile e la macchina è in grado di lavorare in entrambi i sensi di marcia, questo permette di ottimizzare le tempistiche e aver maggior scelta riguardo i passaggi che si possono effettuare in campo, fattore da non dimenticare quando si interviene in post-emergenza. La larghezza di lavoro e la possibilità di dotarsi della telemetria degli pneumatici (di grossa larghezza, fino a 1.050 mm) consentono di ridurre il calpestamento e diminuire il numero di passaggi per appezzamento.

agrometer agritechnica 2017

2_ Belarus: 466 CV su gomma

trattore belarus agritechnica

Sappiamo tutti che Belarus ha anche un passato di vendite in Italia. Recentemente, comunque, sono state vendute poche macchine, dalla potenza ridotta rispetto la gamma di prodotti presentata ad Agritechnica. Ha colpito in mezzo a tutti i modelli mostrati un gigante da 466 CV, il Belarus 4522, che belarus comandi trattoresicuramente non è ancora mai arrivato in Italia. Pensato per le distese dell’est Europa e concepito per il massimo traino con la minima spesa di acquisto, è un trattore convenzionale di grossa taglia che monta motore 6 cilindri CAT C13 da 12,5 l, 466 CV di potenza massima a 1.900 g/min e un’elevata coppia di 2.048 Nm a 1.400 g/min. Trasmissione powershift con 16 rapporti avanti e 8 in retromarcia, sollevatore posteriore da 10 t, anteriore da 5 t e una sorprendente massa operativa pari a 160 quintali completano il quadro. Sicuramente valida per sforzi gravosi e soprattutto per quelli al traino. La cabina è molto diversa negli standard di comandi rispetto ai classici costruttori a cui siamo abituati in Europa con leve e comandi tutti posizionati sulla destra dell’operatore, in una sistemazione che non rende semplice l’intuizione di come si possa regolare il 4522.

3_Great Plains: giganti dagli Stati Uniti

great plains agritechnica

Per ora queste mastodontiche macchine non si sono mai viste in Italia ma il mercato europeo comincia a conoscerne qualcuna: attualmente si stanno svolgendo delle prove in campo su questi prodotti sia in Germania sia in Francia e soprattutto nei paesi dell’Est. Great Plains è conosciuta per macchine da lavorazione del terreno e seminatrici pneumatiche; nella prima categoria rientrano coltivatori per lavorazioni superficiali o pesanti: tra questi il coltivatore Turbo-Max per lavorazione leggera con taglio verticale. Max-Chisel è deputata invece ad interventi aggressivi sul suolo, Sub-Soiler a una lavorazione in profondità, riducendo il compattamento del profilo del suolo. Ma le attrezzature esposte in questo stand che si caratterizzano strutturalmente in modo diverso rispetto ad altre macchine del mercato europeo sono le seminatrici: esposta in prima linea la Spartan 1007, seminatrice pneumatica da 10 m di larghezza di lavoro che completa la serie delle macchine da 6, 8, 9 e 12 m. Rispetta lo stile di Great Plains ma soprattutto la peculiarità del serbatoio semente e concime posto dietro agli organi di lavoro, sullo stile delle macchine australiane ed americane. Nello stand erano presenti soluzioni che eliminano completamente l’aratro o che comunque riducono l’impatto delle lavorazioni sul terreno, il futuro per Great Plains è sicuramente quello di ridurre gli interventi in campo e soprattutto lavorare dove necessario. Per la Spartan, serie per la quale si potrebbero aprire nuove aree di vendita in Europa, gli organi di lavoro intervengono solo sulla porzione di suolo necessaria dove verrà depositato il seme: entro i 3-5 cm. Nel fondo del solco creato dal primo disco di lavorazione, che elide anche i residui colturali se presenti, è deposto il seme dal doppio disco di semina, seguito infine dalla ruota di ricalco.

4_ Kirovets: prima in giallo e poi in rosso

trattore kirovets

Costruiti sin dal dopoguerra con una livrea gialla, oggi sfoderano un look ben diverso da quello di 50 anni fa; ma il nome è lo stesso: Kirovets. Il nome JSC Peterburgsky Traktorny Zavod all’inizio indicava una fabbrica che dal 1924 produceva American Fordson e che avviò la lunga serie di trattori isodiametrici cabina trattore kirovetsarticolati Kirovets dal 1962, con una linea di produzione di macchine già over 200 CV. Il marchio si affida a motorizzazioni russe per alcuni modelli inferiori e per la vendita all’interno dei paesi poter mettere mano agevolmente in caso di malfunzionamento: il Kirovets rimane comunque una macchina semplice con l’elettronica minima indispensabile per la propria gestione; anche questo aspetto ha contribuito a piazzare il primo esemplare di questo tipo in Francia. Prima di giudicare le macchine dell’Est Europa bisogna conoscerle e soprattutto capirle.

5_ Novag: pneumatica su cingoli

novag

Novag, azienda francese che si è affacciata di recente sulla scena mondiale dei costruttori di macchine per la semina,  ha esposto TFORCE da 8 m di larghezza di lavoro e 7 mila l di tramoggia, macchina dalla concezione innovativa assoluta per l’Europa. La macchina pneumatica per la semina di tutti i cereali e la distribuzione di fino a 4 prodotti in contemporanea, ha il telaio portante poggiato su due cingoli in gomma per ridurre l’effetto del calpestamento delle oltre 20 tonnellate di peso quando carica. Di queste macchine si potrebbe anche presentare la possibilità di vederne arrivare qualcuna oltre le Alpi, possibilità più probabile per i modelli più ridotti come larghezza di lavoro: difficile sarà vedere quella da 8 o 9 m cingolata. Un disco di taglio verticale è accoppiato a un semifalcione che pone il seme alla profondità ideale, che non corrisponde a quella del disco. Quest’ultimo infatti penetra il terreno in profondità creando anche la fessura per agevolare lo sviluppo radicale in profondità. Il falcione apre e chiude una porzione di suolo affianco al disco. La distribuzione della semente può essere integrata con altri 3 differenti prodotti in simultanea, per ridurre così i passaggi sul suolo e le tempistiche di lavorazione, oltre che una migliore efficacia della concimazione stessa.

5_ Rostselmash: lo zar della raccolta

rostselsmash

Uno dei colossi russi si chiama Rostselmash, produttore di macchine da raccolta: mietitrebbiatrici in vari modelli e trincia semoventi. Un big che domina la scena russa ed est europea. E quando diciamo domina è perché lo fa davvero, con numeri da capogiro: più di 6.000 mietitrebbie vendute ogni anno in tutto il globo. Una cifra spaventosa se si pensa che il mercato italiano ne conta circa 250 distribuite tra tutti i marchi presenti oggi sul nostro territorio. Come sia  riuscito un solo brand a ottenere un così alto numero di vendite sulle macchine da raccolta nessuno può saperlo con esattezza, è chiaro però che il prodotto macchine agricole russiac’è, l’assistenza anche e il prezzo non è spaventoso per le aziende agricole dei mercati dove sono necessarie queste macchine, principalmente vendute con due tipologie di sistemi trebbianti, tradizionale a scuotipaglia e assiale. Nel caso della macchina assiale è stata presentata la nuova TORUM 770 in cui un rotore singolo la fa da padrona assieme al controbattitore di 360° controrotante, questo permette una maggior efficienza grazie a superficie di trebbiatura e separazione più ampie rispetto a un controbattitore classico, ottima soluzione per i prodotti secchi e per incrementare la resa oraria della macchina. Dimensioni del rotore: 762 mm di diametro e 3.200 mm di lunghezza, con un totale di superficie di trebbiatura e separazione di 5,4 m2 grazie all’angolo di avvolgimento di 360°. Al contrario di come si possa pensare, la TORUM non è però la macchina di punta della linea di produzione Rostselmash: a capo di tutte si pone la RSM 161, anch’essa con concetto di trebbiatura diverso da quelle che abbiamo noi in Italia. È infatti un doppio battitore orizzontale con due acceleratori di flusso posti dietro ogni singolo battitore: il primo ha diametro pari a 80 cm mentre il secondo è leggermente più piccolo, 75 cm. La larghezza di entrambi è di 1.630 mm, il che fa di questo sistema uno dei più grandi al mondo nel suo genere. Diventerebbe interessante vedere questo meccanismo all’opera sulle coltivazioni nostrane, più producenti in superficie e spesso, come accade nel riso, umide e più difficili da trebbiare rispetto a quelle dei paesi dell’Est. Al momento non c’è concessionario o importatore di Rostselmash in Italia: concessionari fatevi avanti!

Stara: barre centrali, l’unico al mondo

stara imperador

Si chiama Stara e ha sede nel profondo Sud del Brasile, terra di climi umidi e secchi, di semina su sodo e, naturalmente, polverizzazione come principale operazione per la lotta alle infestanti, nonché come interventi preraccolta. Ha esposto ad Agritechnica un polverizzatore semovente con barre fissate centralmente al telaio della macchina, esattamente a metà tra assale anteriore e posteriore. Si chiama Imperador 3100, il più grosso modello che il costruttore può fornire al momento. Questa tipologia di attacco delle barre di polverizzazione dovrebbe ridurre gli impatti verticali del 75% (questi i dati forniti direttamente da Stara) e movimenti longitudinali del 30%, per avere quindi una stabilità massima in lavorazione. Ma se si parla di stabilità non è tutto: le barre al centro telaio offrono la possibilità di superare ostacoli mantenendo parallela tutta la barra con pendenze da un solo lato fino a 13,5°. La visibilità delle barre, più vicine alla cabina, è migliore rispetto ai modelli che si dotano di quelle posteriori, mentre la macchina è meglio bilanciata rispetto ai modelli che montano barre frontali e cisterna posteriore. Barre da 30 m e cisterna da 3.100 l di capienza sono solo due numeri che fanno dell’Imperador una macchina per le grandi superfici. Tra gli altri plus la capacità di trattare sia coltivazioni basse sia alte oltre 2 m, luce libera dal suolo a pieno carico di 1,68 m, barre mobili da 0,8 a 2,2 m da terra.

6_ Versatile: sui cingoli dal Canada

trattore versatile

Pochi modelli in Europa, zero, purtroppo, in Italia. Sono commercializzati già nei cinque continenti, con forte presenza in Australia, Nord America e Est Europa. Si chiama Versatile Ag il brand che ha scritto un piccolo pezzettino di storia anche in Italia qualche decennio di anni fa con i modelli Versatile di Fiat. Questi furono costruiti in Canada, Paese che oggi produce i nuovi Delta Track, i 4 Wheel Drive e gli MFWD, presentati ad Agritechnica proprio con la nuova livrea gialla e rossa, che richiama i colori utilizzati dal brand quasi cinquant’anni fa. Il Delta Track si equipaggia di 4 cingoli in gomma di produzione CAMSO e componenti di primissima categoria per tutto il resto: motore Cummins da 15 l che nel modello più potente, il 610 DT, sviluppa oltre 670 CV di comandi trattore versatilepotenza massima, trasmissione CAT TA 22, powershift a 16 rapporti in avanti e 4 in retromarcia, cabina con componentistica e finiture di prima classe. Nel globale e sulla carta nulla da invidiare ai suoi diretti concorrenti sui quattro cingoli, si può aggiungere che vanta un accesso al motore semplificato a carter laterali separati e uno spacchettamento dei radiatori in avanti per una pulizia più che ottima. Semplice nei comandi e intuitiva, si tratta di una macchina che, assieme al suo fratello gommato, si posiziona con prezzo molto competitivo sul mercato. Idraulica da leader con portata fino a 401 l/min per distributore e sollevatori, monitor integrato per il controllo dei parametri e funzionamenti della macchina da 7”. Da queste caratteristiche si può dedurre che il 610 DT non teme confronti. Per quanto riguarda i MFWD, sigla che riconosce i trattori gommati convenzionali per Versatile, questi sono prodotti esclusivamente con potenze superiori ai 200 CV, rientrano perciò nel segmento alta potenza. Sono dotati anch’essi di motorizzazioni Cummins e trasmissioni full-powershif CAT, spesso equipaggiati con gemellatura integrale interfilare per svolgere le operazioni colturali in post-emergenza; compito che da noi viene assegnato a macchine molto più contenute per peso e dimensioni.

7_ Volvo BM: leggenda della componentistica ad Agritechnica

trattore volvo bm

In uno dei padiglioni dedicati alla componentistica era presente un esemplare più unico che raro: un trattore marchiato Volvo BM. Sì, proprio Volvo BM che nel passato ha dato vita a numerosi trattori che hanno fatto la storia, come i modelli Volvo BM 2250, 2254, T800 e 650, presenti in Italia negli anni d’oro di questo marchio. Sono passati più di trent’anni da quando l’ultimo Volvo BM uscì dalla fabbrica; recentemente l’azienda svedese di componenti di ricambio Olssons, situata a Ellos, si è impegnata nel tempo a distribuire componenti di ricambio per i trattori Volvo BM, oltre che per tanti altri marchi. Nel 2016 ha deciso anche di compiere una follia: per farsi conoscere e attirare l’attenzione del pubblico ha creato il primo Volvo BM costruito dopo il 2000: si chiama 7664, monta motore Sisu 6 cilindri in linea da 255 CV di potenza e trasmissione semi-powershift con 18 velocità in entrambi i sensi di marcia. Difficile ottenere altre informazioni, ma solo la vista della trattrice ha destato molta curiosità. Una cosa è certa per ora: non è in vendita.

8_ Vredo: campione di pesi massimi

vredo macchine agricole agritechnica 2017

Dai Paesi Bassi arriva una vera e propria potenza per la distribuzione: in uno stand attraente e tecnicamente ben finito, il marchio Vredo ha mostrato i muscoli e ha fatto vedere che, in fatto di distribuzione e gestione dei reflui, ci sa fare. In Italia è presente un unico importatore che però si occupa solamente delle piccole macchine Vredo per la semina e per la manutenzione del verde. Il mastodontico semovente a tre assi che ha lasciato il segno ad Agritechnica è venduto anche nella versione più piccola a 2 assi, rispettivamente nei modelli VT7028 e VT4556, con capacità di 19,5 m3 e 32,0 m3, uno dei migliori volumi della categoria. Il VT7, nella versione più grande, è capace di caricare un intero carrobotte di bilico in un solo pieno di carico ed eseguire una distribuzione in qualche minuto (se le condizioni lo permettono) grazie alla pompa a lobi rotativi Vogelsang da 9.000 l/min. Il mastodonte monta motore Deutz TDC 16.0, 8 cilindri a V, 16 l per ben 687 CV di potenza; ha trasmissione a variazione continua VVT700 CVT fino a 50 km/h e per ridurre il compattamento può dotarsi di pneumatici fino a 1.250 mm e disassare gli assali anteriore e posteriore, con quello centrale che calpesta metà traccia del primo e metà del secondo. Peso a vuoto di 26.200 kg, quindi piuttosto impegnativo se si lavora spesso in terreni argiollosi, però grazie alle sue capacità, si tratta di una delle poche macchine capaci di eseguire un interramento di reflui su un controllo di traffico in campo a 12 m per ogni passaggio.

vredo distribuzione e gestione reflui