La tecnologia Michelin Ultraflex messa alla prova

La tecnologia Michelin Ultraflex messa alla prova

EvoBib, RoadBib e Ultraflex: da questi elementi è composta la rivoluzione dello pneumatico agricolo secondo Michelin. Ma se i primi due sono novità lanciate lo scorso anno dal costruttore francese, di Michelin Ultraflex si parla già da qualche anno. Bisogna infatti tornare al 2004: è in quell’anno che Michelin applica, per la prima volta, la tecnologia Ultraflex al primo pneumatico VF, lo XeoBib. Uno pneumatico caratterizzato da un’impronta estesa, il che significa che utilizzandolo si potrà giovare di almeno due vantaggi: minor compattamento (e protezione) per il terreno, maggiore trazione per il trattore (con aumento delle rese).

Dietro l’ottimizzazione di tutte queste tecnologie ci sta sempre un discorso di pressione: se lo pneumatico viene utilizzato in campo e su strada con lo stesso gonfiaggio, certamente l’efficienza in termini di costi di carburante sarà pregiudicata. Ecco perché Michelin ha deciso di mostrare concretamente che cosa significa essere in campo con le pressioni giuste.  E lo ha fatto a Cazzago S. Martino (BS), lo scorso autunno, con una prova comparativa presso il rivenditore Euromaster Sedall. Così, grazie a un vero e proprio test strumentale sulle differenze di pressione ha messo davanti all’evidenza i presenti.

Tre le fasi del test su Michelin Ultraflex con treno di pneumatici AxioBib, su 100 m di lavorazione

  • 1) lavorazione a 1,8 bar

  • 2) sgonfiaggio

  • 3) lavorazione a 1 bar

Si è partiti con un gonfiaggio di 1,8 bar alla gomma e un quantitativo di carburante definito in una colonna contalitri graduata esterna, contenente il corrispettivo di 90 cm di gasolio

trattore john deere prova con pneumatici agricoli michelin

consumo carburante trattore test in campo

Percorso il campo, il gasolio avanzato era pari a 16 cm

Dopo di che si è comparato il risultato ottenuto con una pressione di gonfiaggio dello pneumatico AxioBib pari a 1 bar

pneumatici agricoli michelin

Stessa combinazione trattore-coltivatore, stessi pneumatici (gli IF 710/70 R42 Axiobib), stesso campo, stesso tratto, stesso driver. Quello che cambia, oltre alla pressione, è l’efficienza: in questo caso, dei 90 cm di gasolio di partenza, ne sono rimasti ben 33.

Il che significa che tra le due pressioni si ha una differenza, in termini di efficienza, del 23 %

Il risultato, quantificato sotto forma di risparmio di carburante, è facilmente spiegabile: disporre di uno pneumatico capace strutturalmente di operare a basse pressioni ne incrementa la superficie di contatto col suolo innalzandone l’efficienza in trattività.

Durante l’incontro Michelin ha reso visivamente chiara la correlazione tra sgonfiaggio-aumento della superficie di contatto sul terreno  misurandone l’area d’impronta pari a 4.355 cm2 per la gomma gonfiata a 1,8 bar, che salgono a 4.760 cm2 per quella gonfiata a 1

L’esperienza fatta per poche centinaia di metri va traslata sulla vita operativa di un treno di gomme. Moltiplicato per ore e ore di lavoro, i conti danno ragione al costruttore: la pressione dello pneumatico influenza notevolmente il TCO e lavorare sulle pressioni è una delle chiavi per incrementare l’efficienza operativa del trattore.

di Cristian Furini