Progetto Nocciola Italia, agribusiness da… spalmare

Progetto Nocciola Italia, agribusiness da… spalmare

Progetto Nocciola Italia è una nuova opportunità di conversione per gli agricoltori italiani in cerca di business. Consiste in un piano che prevede, entro il 2025, una crescita della superficie a noccioleto di 20 mila ettari. Dietro le quinte c’è Nutella

Se è vero come è vero che mancano nocciole per produrre la Nutella, è altrettanto vero che Ferrero, ossia l’azienda che sulla gustosa crema ha costruito il suo impero, ha deciso di correre ai ripari con Progetto Nocciola Italia

Per gli agricoltori in cerca di business qui si apre una nuova opportunità. Vediamo dunque nel dettaglio di cosa si tratta. Come è noto, le nocciole sono uno degli ingredienti cardine della Nutella. Il tema, però, è che quelle utilizzate da Ferrero non sono sempre di origine italiana per un motivo ben preciso: la produzione di nocciole italiana non riesce a soddisfare il fabbisogno di Ferrero.

Ferrero Hazelnut Company, la divisione interna del gruppo Ferrero interamente dedicata alla nocciola, ha deciso di svilupparne la produzione mettendo a punto un sistema di sviluppo territoriale che andrà a coinvolgere tutti gli attori della filiera, agricoltori in primis. E, diciamolo: riuscire a diventare fornitori di Ferrero potrebbe essere un’ottima chance

progetto nocciola italiaBasta soltanto coltivare il prezioso frutto. Non che in Italia non si coltivino nocciole, anzi. Stando alle statistiche ufficiali, l’Italia, con una quota di mercato di circa il 12% della produzione globale di nocciola, rappresenta il secondo player a livello mondiale. Piemonte e Lazio sono tra le Regioni più produttive. A fare però la parte del leone è la Turchia, che rappresenta il 70% del mercato complessivo. Il plus dell’Italia, però, è il potenziale. Il nostro territorio, da nord a sud, isole comprese, è particolarmente vocato alla coltivazione della nocciola. In altre parole, gli attuali 70 mila ettari di terreno alla coltura della nocciola, con la loro produzione media di circa 110.000 tonnellate/anno potrebbero tranquillamente aumentare. E non di poco. Tant’è che l’obiettivo auspicato dal piano messo a punto da Ferrero è sì ambizioso, ma fattibile: entro il 2025, dovrebbero essere 20 mila i nuovi ettari piantumati a noccioleto, il che significa ettaro più, ettaro meno, circa il 30% in più di SAU. Dunque, per il futuro, sono due le parole d’ordine: conversione (in alcuni casi riconversione) e valorizzazione delle produzioni, che peraltro si possono fregiare di un ambito titolo: Made in Italy.

I punti del progetto Ferrero

  • valorizzazione vivaistica, il che significa costituire nuovi frutteti con le opportune garanzie fitosanitarie e di futura redditività;
  • qualificazione dei terreni, il che significa che verrà prodotta, in accordo con le Regioni proprietarie dei dati di base, una mappa di vocazionalità, tesa a individuare i migliori areali da destinare a questa nuova filiera;
  • tracciabilità;
  • sostenibilità;
  • l’accordo di filiera sosterrà il progetto mediante un impegno all’acquisto delle produzioni nel lungo periodo.

Per conoscere nel dettaglio il progetto, Ferrero Hazelnut Company lancerà un programma di incontri ed eventi sul territorio, in cui verranno spiegati nel dettaglio i contenuti e il cronoprogramma dell’iniziativa.

Cosa occorre fare per produrre nocciole?

coltivazione di nocciole in Italia

Il nocciolo trova la sua ragion d’essere principalmente in zone collinari o di media montagna, ma da qualche anno la produzione ha cominciato a estendersi anche in pianura. L’impianto di un nuovo noccioleto comporta una serie di scelte che potrebbero condizionare l’intero ciclo produttivo nonché economico del noccioleto, ma superata questa fase poi si va tranquilli. Il terreno si prepara in estate, quando è asciutto, mediante uno scasso profondo (anche 80- 90 cm). Precedentemente allo scasso, se necessaria, può essere effettuata una concimazione di fondo. La messa a dimora delle piante avviene in autunno: si procede alla tracciatura dell’impianto in relazione al sesto precedentemente scelto, cioè al numero di piante per ettaro, e si preparano le buche (diametro di 30-50 cm, una profondità di 30-40 cm). La buca, con dentro posizionata la piantina, viene riempita di terreno fine che, a volte viene miscelato con dell’apposito terriccio per favorire lo sviluppo delle radici. In primavera, invece, si pota, per poi raccogliere in autunno.

Una volta che il noccioleto è a regime, a conti fatti, occorre meno di un mese di lavoro per produrre nocciole

impianto nocciolaSe si parte da zero, però, bisogna avere un po’ di pazienza, perché la produzione parte dopo circa cinque anni dall’impianto. Per arrivare alle massime rese ci vuole circa una decina di anni. Poi si produrranno nocciuole (tante) per almeno 40 anni. Si tratta quindi di un investimento a lungo termine. Per appezzamenti di terreno di media grandezza, intorno ai 5 ettari, si stima una redditività al netto delle spese intorno ai 20.000 Euro. Insomma, può valer la pena provarci. D’altro canto, che mondo sarebbe, senza Nutella?

di Laura Parlander