Cinque domande a Giovanni Toffoli, il nuovo presidente di Assofertilizzanti

Cinque domande a Giovanni Toffoli, il nuovo presidente di Assofertilizzanti

A pochi mesi dall’elezione del nuovo presidente di Assofertilizzanti, A come Agricoltura ha intervistato il neoeletto Giovanni Toffoli. È stata questa l’occasione per approfondire alcuni dei temi trattati in occasione dell’Assemblea Annuale tenutasi a Genova lo scorso giugno: diamo spazio dunque del punto di vista di Assofertilizzanti in merito al nuovo Regolamento europeo sui fertilizzanti, alle fake news e al tema della sostenibilità nell’ambito di produzione degli agrofarmaci

regolamento europeo fertilizzanti

1) Stando ai dati del 2017, il mercato dei fertilizzanti ha vissuto una ulteriore fase di decrescita: quale può essere una possibile panoramica per i mesi a venire? Quali fattori potrebbero scaturire una possibile inversione di tendenza?

Giovanni Toffoli: I rilevamenti del Comitato statistico di Assofertilizzanti hanno effettivamente registrato nel corso del 2017 un andamento dei consumi piuttosto timido. Vorrei però evidenziare come tali dati siano stati influenzati da un clima non particolarmente favorevole per la distribuzione dei fertilizzanti in campo che ha condizionato il loro utilizzo da parte degli agricoltori. Inoltre, guardando agli ultimi 10 anni, si può rilevare come quello dei fertilizzanti sia un mercato piuttosto stabile, con oscillazioni che non hanno quasi mai superato il 2%. Sono comunque fiducioso per gli sviluppi futuri anche in considerazione del fatto che si sta verificando un cambio di tendenza per quel che concerne l’import che diminuisce rispetto al passato agevolando così le imprese che operano sul territorio nazionale.

2) Le istituzioni europee sono giunte all’iter finale di approvazione del nuovo regolamento. Le misure finora introdotte soddisfano Assofertilizzanti? 

  • materiali riciclati per produrre fertilizzanti e ridurre i rifiuti

Giovanni Toffoli: In Italia, le imprese del nostro comparto vantano tecnologie assolutamente all’avanguardia e in grado di garantire un sistema produttivo attento alle tematiche ambientali. Ad esempio molte PMI, grazie alla decennale collaborazione con Università e enti di ricerca, hanno potuto studiare e sperimentare nuove soluzioni che sfruttano le potenzialità delle materie prime seconde. Ciò ha consentito di perfezionare il circolo virtuoso delle attività di riciclo, di evitare lo spreco di migliaia di tonnellate di sottoprodotti e di produrre fertilizzanti innovativi e di elevata qualità. È importante sottolineare che questo tipo di operazioni sono perfettamente in linea con gli obiettivi della Circular Economy, nel cui alveo è stato collocato il Nuovo Regolamento europeo dei fertilizzanti.

  • limitare contaminanti

Nell’ottica di un miglioramento continuo, il Nuovo Regolamento europeo richiederà alle imprese di fare un ulteriore passo in avanti in termini di produzione sostenibile. La sicurezza per l’uomo e per l’ambiente deve essere considerata una priorità assoluta per tutta la filiera agroalimentare di cui l’industria è parte integrante e sostanziale. Come Associazione, non possiamo che condividere queste direttive. E anche le imprese sono pronte a muoversi in questa direzione. La speranza è che i loro sforzi continuino a essere stimolati e incoraggiati attraverso incentivi destinati alla ricerca e sviluppo. Questo permetterà al sistema produttivo europeo di perfezionare progressivamente le tecnologie per garantire così al mercato fertilizzanti sempre più sostenibili dal punto di vista sia ambientale sia economico.

  • dare una scelta più ampia agli agricoltori e ai consumatori.

L’attuale Regolamento europeo dei fertilizzanti (il c.d. Reg. CE 2003/2003), disciplina esclusivamente una sola categoria di prodotti: i concimi minerali. Quest’ultimi sono gli unici che al momento possono circolare liberamente all’interno dell’Unione europea, fregiandosi del titolo di “CONCIME CE”. Tutte le altre categorie di prodotti, invece, vengono normate esclusivamente a livello nazionale. Con il Nuovo Regolamento europeo dei fertilizzanti verranno regolamentate più categorie di prodotti, come ad esempio i concimi organici, organo-minerali e biostimolanti, che in questi ultimi anni stanno assumendo sempre più rilievo per gli agricoltori di tutta Europa. Con il Marchio CE, pertanto, le Industrie potranno mettere a disposizione un’ampia gamma di prodotti ad agricoltori e consumatori, senza essere più assoggettati alle complessità legate al “mutuo riconoscimento”.

3) Quali segmenti nel settore fertilizzanti possono garantire una certa marginalità a chi produce?

Giovanni Toffoli: È difficile fare un paragone fra settori differenti. Il comparto industriale dei fertilizzanti, infatti, è fondamentalmente caratterizzato da tre grandi gruppi: le commodities, gli organics e le specialties. Il comparto delle commodities è essenzialmente composto dai concimi minerali, che vengono venduti in consistenti quantità (si stima che nel 2017 ne siano stati distribuiti oltre le 2 milioni di tonnellate) e la cui redditività è ampiamente influenzata dall’andamento internazionale dei prezzi delle materie prime e dei prodotti agricoli. Gli organics e le specialties sono invece costituiti rispettivamente da prodotti di origine animale/vegetale e da prodotti costituiti da sostanze finalizzate all’ottenimento di determinate prestazioni. Essendo prodotti a comportamento altamente differenziato, la marginalità in questo caso è strettamente connessa alle misure di investimenti messe in atto dalle industrie.

4) Fake news nel settore fertilizzanti come contrastarle?

fake newsGiovanni Toffoli: Per l’intero settore dell’agroalimentare, e dunque anche per lo spaccato dei fertilizzanti, le fake news rappresentano un potenziale pericolo quotidiano. Informazioni scorrette o anche solo imprecise possono, toccando equilibri particolarmente sensibili come quelli ad esempio connessi alle tematiche ambientali e nutrizionali, influenzare negativamente il consumatore finale e condizionare le sue scelte. Si potrebbero collezionare interi album con articoli ‘bufale’ capaci di creare allarmismi che poi si sono rivelati infondati. Non si tratta solo di correre al riparo per arginare di volta in volta le eco mediatiche negative derivanti da notizie fallaci, lo scenario è più ampio. È una questione culturale che riguarda tutti gli ambiti del vivere civile e tutti i settori produttivi. Nell’era della comunicazione, in cui le notizie viaggiano con tempistiche e modalità incontrollabili, la validità di una fonte d’informazione dovrebbe essere un prerequisito essenziale di qualsiasi messaggio mediatico. Tant’è che da tempo la comunità scientifica e le autorità preposte si stanno impegnando per combattere il fenomeno delle notizie ingannevoli. Ma tutti noi dobbiamo anche metterci del nostro. Ad esempio puntando sempre più sul ‘fattore qualità’ che può dimostrarsi un solido argine capace di frenare il fango delle fake news.

5) Dalla sostenibilità alla produttività, dalla comunicazione tra gli attori della filiera agroalimentare all’innovazione digitale. In quale/i tra questi (o altri nodi) può rafforzarsi il settore della fertilizzazione?

Giovanni Toffoli: Questa Associazione esiste dal 1985. Rappresenta le aziende produttrici di fertilizzanti ma al contempo si adopera per prendersi cura della terra facendosi portavoce del ‘faregiovani agricoltori agricoltura’ in modo corretto. Ciò detto, margini di rafforzamento esistono sempre. Per chi opera nel sistema agricolo, adottare atteggiamenti sostenibili e tendere a un incremento della produttività non sono per forza di cose obiettivi antitetici. Grazie a un utilizzo intelligente della tecnologia è oggi possibile ottenere raccolti sempre più abbondanti (capaci di soddisfare un fabbisogno alimentare globale che cresce in maniera inarrestabile) nel pieno rispetto delle tematiche ambientali e della salute del consumatore. L’innovazione digitale, ad esempio, sta facendo passi da gigante per perfezionare quelle tecnologie che consentano all’agricoltore di calibrare i fertilizzanti al fine di evitare inutili sovradosaggi. Certo occorre impegnarsi, studiare, fare ricerca e continuare a innovare. È proprio questo ciò che Assofertilizzanti promuove in seno alle aziende associate. Sì, è vero, una sempre maggiore cooperazione fra tutti gli attori della filiera non può che portare vantaggi all’intero sistema agroalimentare. Una cooperazione fatta di interscambio di idee, di condivisione delle conoscenze, di confronti sulle problematiche o sulle necessità normative.