Celli Tiger 190, la fresa taglia… Bio

Celli Tiger 190, la fresa taglia… Bio

In un’epoca in cui l’agricoltura biologica cresce a cifre non più irrilevanti, nascono nicchie inaspettate per i costruttori di macchine e attrezzature agricole. Si ampliano le gamme con modelli adatti alle nuove esigenze, anche di tutela del suolo. Frese incluse

celli macchine agricole

Rientra in questo caso la fresatrice Celli Tiger 190, in versione bio. E sono davvero interessanti le caratteristiche di questo modello, tali da renderlo compatibile agli standard del biologico

I tecnici di Celli hanno potuto implementare le caratteristiche della Tiger “tradizionale” con una logica di minimo impatto sulla struttura del terreno. Una fresatrice adatta a essere impiegata in un regime di agricoltura biologica deve infatti avere due caratteristiche fondamentali: la lavorazione effettuata sul terreno deve essere minimale, inoltre deve mescolare la massa organica tagliata assieme al terreno, preparando possibilmente in un solo passaggio il letto di semina. In agricoltura biologica infatti l’aratura viene, ove possibile, evitata: di conseguenza la fresa deve lavorare su residui di coltivazione, spesso con forte presenza di erbe infestanti, la cui lotta avviene solo attraverso mezzi meccanici.

Per effettuare una lavorazione ottimale è necessario poter avere una regolazione precisa ed uniforme della profondità di taglio. Profondità che deve essere compresa in un range che va dai 3 ai 9 cm, fondamentale per mescolare la terra lavorata con la massa organica, facendo decomporre i residui, per preparare il terreno alla semina. Nel caso della Celli Tiger 190 bio per avere la massima precisione della profondità di lavoro è stata installata una coppia di ruote anteriori gemellate che vanno a seguire il profilo del suolo, mentre nella versione tradizionale è presente solo una ruota. Per mantenere le ruote gemellate alla giusta distanza da quelle del trattore, inoltre, il braccio del terzo punto è più lungo rispetto a quelli normalmente installati su altre attrezzature simili.

frese celli per trattore

Il rotore della nuova Celli Tiger 190 monta ingranaggi e cuscinetti del modello Frangor. Si tratta di una versione particolare con rotore a denti o coltelli dritti, utilizzata per ottenere uno sminuzzamento più fine del terreno, in combinazione con un rullo posteriore livellatore. Queste caratteristiche costruttive permettono alla fresatrice di sopportare maggiori sollecitazioni senza che gli organi di trasmissione vengano danneggiati, il rotore perciò raggiunge i 320 giri al minuto in totale sicurezza. Il risultato che si ottiene da questa accortezza lo si vede a lavoro finito. La trinciatura delle erbe infestanti avviene in modo netto e preciso, viene colpita la radice, in modo da evitare che esse possano ripresentarsi. Le zappe hanno un angolo di entrata maggiormente aggressivo rispetto alla versione standard, si evita così la compattazione del terreno, fondamentale per non creare suole di lavorazione.

frese celli particolare

Sono molteplici i particolari studiati appositamente per rendere la nuova fresa adatta a una lavorazione del terreno che rispetta l’ambiente

Lo dimostra il cofano posteriore, creato appositamente per questo modello, con apertura maggiorata. Apertura e chiusura che possono essere comandate direttamente dalla cabina del trattore tramite un semplice distributore idraulico. Il vantaggio di questo sistema, rispetto alla normale paratia posteriore, sta nel fatto che i residui lavorati dalla fresa non vanno ad urtare la parete del cofano, mantenendo intatta la materia organica, riducendone il rischio di compattamento e preservando l’effetto naturale della creazione del compost.

fresa idraulica celli

Ingombri e pesi? No problem

In quanto a ingombri la Celli Tiger 190 bio vanta una larghezza ridotta, nel rispetto delle più recenti normative internazionali che fissano a 3 metri la larghezza massima per poter circolare regolarmente su strada. È disponibile fissa con larghezze di lavoro da 2,60 fino a 3,10 m. Per poter lavorare con questa fresa vengono richieste trattrici con potenze tutto sommato modeste:  parliamo di 120 CV per la versione da 2,60 m, mentre saliamo a 160 per quella da 3,10 m. Gli utensili inseriti sul rotore sono delle zappe squadro da 80×8 mm, sei per ogni flangia e con le estremità rivolte all’interno, il numero varia quindi da 60 a 72 elementi in base alla larghezza di lavoro. Il peso della Tiger, nonostante il rotore con ingranaggi e cuscinetti derivanti dal modello Frangor, rimane contenuto; l’ago della bilancia oscilla infatti tra i 1.170 e i 1.290 Kg a seconda della versione.

agricoltura biologica