Actisol Déméter: se fessurare fa rima con risparmiare

Actisol Déméter: se fessurare fa rima con risparmiare

Sono oltre venticinque anni che l’azienda francese Actisol lavora con una propria logica nella produzione di attrezzature destinate alla lavorazione del terreno, per cercare di creare la migliore condizione possibile per un letto di semina perfetto. Lo si percepisce sin dall’approccio squisitamente agronomico della perizia che lo staff esegue nel momento in cui deve affrontare le lavorazioni su terreni che non conosce

È quanto accaduto nella “due giorni” di training eseguita dagli specialisti di Actisol, presso l’Azienda Agricola Gianmario Viola in provincia di Pavia, che hanno dimostrato l’importanza di accurate valutazioni sullo stato di salute del terreno su cui si va ad operare

actisol

Prima di intervenire, gli esperti dell’équipe francese, effettuano un monitoraggio a piedi nell’appezzamento e ogni tot, eseguono una piccola sezione del suolo per verificarne le reali esigenze. In un suolo argilloso come quello dell’Oltrepo Pavese e a prima vista compatto (precedentemente coltivato a cipolla) è grazie al carotaggio che si può scoprire che i primi 23-25 cm sono impenetrabili a causa della loro tenacia mentre poco più in profondità la sonda penetra nel terreno senza problemi. Ecco che allora diventa uno spreco eseguire un’operazione drastica che vada oltre alle reali esigenze del terreno. È così che si capisce l’importanza di una valutazione preventiva agli interventi futuri, tarata sullo stato in cui si trova il terreno oggi e su ciò che dovrà accogliere domani, sul tipo di irrigazione che si attuerà e sulle strategie colturali che si dovranno attuare.

L’esperienza decennale di Actisol si basa su un tipo di azione che differisce sotto vari aspetti dalla classica dissodatura profonda. Prima di introdurre il Déméter è necessario chiarire che cosa sia la tecnica di fessurazione del terreno

Solitamente gli attrezzi per una lavorazione in profondità si dividono in dissodatori e decompattatori, i primi con un’ancora più profonda rimescolano più o meno il terreno, anche in profondità, ma solo se dotati di ali addizionali; i secondi invece lavorano per strappo senza rimescolare minimamente gli strati, ma agendo in profondità per arieggiare e creare spazi in cui l’aria possa insinuarsi. In quest’ultimo caso la grossa difficoltà è quella di lavorare correttamente ed uniformemente tutta la superficie : le ancore infatti occupano un’ampia larghezza, sono poche in numero e spesso la loro azione non è perpendicolare al terreno.

La fessurazione è, in confronto, una lavorazione a profondità decisamente ridotta, di tipo semiprofonda che non supera i 25-30 cm, e  trasmette al suolo delle onde shock capaci di creare delle fessure di un calibro adatto alla traspirazione e al passaggio dell’acqua. La struttura del suolo non varia perché il rimescolamento è ridotto, la penetrazione è completamente verticale e la trasmissione delle onde si crea grazie a un meccanismo semplice e utile anche al fine di non interrompere la lavorazione: si tratta della sicurezza no-stop meccanica a molle.

actisol italia

La dimostrazione c’è stata con la messa in campo del Déméter, coltivatore portato a 9 ancore per 3 metri di larghezza di lavoro

ancora aratro

ancora aratro actisol

È proprio grazie al movimento indipendente di ogni singola ancora che le punte, più lunghe rispetto a un classico ripper, impattano con il fondo lavorato e danno vita a continue vibrazioni. Questo sistema nostop naturalmente evita rotture delle ancore quando incontrano corpi rigidi o pietre, evitando così ogni volta di sostituire il bullone di sicurezza. La regolazione della profondità di lavoro dell’Actisol Déméter è molto semplice: si decide a che profondità intervenire e si regola l’altezza dei due rulli posteriori tramite dei fermi posti lateralmente sul telaio che garantiscono anche un movimento più o meno libero all’erpice. Con questo attrezzo è anche un gioco da ragazzi passare da una configurazione di lavoro ad un’altra: le ancore possono essere allestite con o senza ali di taglio e queste possono essere più o meno grandi. La loro sostituzione o rimozione si effettua levando due bulloni posti sotto la punta dell’ancora, sfilando le zappe e rimpiazzandole con quelle di altra tipologia. L’obbiettivo è quello di avere un attrezzo che si possa adattare non solo al terreno in cui si lavora ma anche all’operazione colturale che si vuole ottenere: zappe più larghe e piatte permettono ad esempio, di intervenire su suoli con forte presenza di infestanti e, agendo alla profondità adeguata di 5-7 cm, tagliare di netto l’apparato radicale delle malerbe. L’attrezzo può lavorare anche solo con le ancore a punta per una pura fessurazione, indicata in terreni più compatti e che necessitano di un’aerazione importante. Rispetto a un’operazione con dissodatore, l’Actisol richiede meno potenza e meno sforzo al traino sia per la profondità ridotta che per il meccanismo di lavoro.

 

aratro actisol italia

I risultati sono ottimi: un passaggio solo in suoli compatti net tempo permette un miglior drenaggio, anche con coltivazione in atto; per gli appezzamenti con forte presenza di infestanti è buona pratica effettuare il primo passaggio con le zappe larghe entro i 10 cm di profondità, seguito se necessario da una fessurazione in preparazione del letto di semina. Grazie al Déméter si possono ridurre notevolmente i passaggi per la preparazione, anche dei suoli fortemente argillosi e risparmiare sui costi vivi.

ACTISOL demeter lavorazione suolo argilloso

Parola a Gianmario Viola

gianmario viola actisol italia
Da sinistra: Freddy Socheleau (Actisol), Gianmario Viola e Cristian Giglio (Azienda Agricola Viola) e Etienne Delahaye (Actisol).

Parla Gianmario Viola, il primo acquirente di una macchina Actisol in Italia: “necessitavo di un attrezzo che fosse capace di lavorare sia su terreni argillosi e compatti ma anche dove la presenza delle erbe infestanti è elevata. Gli interventi meccanici e le buone pratiche colturali sono per noi produttori biologici, infatti, le uniche soluzioni per una corretta ed efficace lotta alle infestanti. Con il Déméter e la possibilità di cambiare velocemente l’allestimento degli organi di lavoro riusciamo ad intervenire nel momento giusto ed abbattere le infestanti nel modo migliore: con  un’operazione a 5-7 cmdi profondità si va a spaccare la pianta tra colletto e radici, inibendo un’azione di ricrescita per il più lungo periodo possibile”.