PSR 2021-2027: cambia tutto

PSR 2021-2027: cambia tutto

Tra i numerosi cambiamenti che la nuova PAC porterà con sé – stiamo parlando del periodo programmatico 2021-2027, dunque di domani -, di sicuro il secondo pilastro. Ciò significa che, a cambiare, saranno principalmente i PSR regionali, dunque gli strumenti da cui gli agricoltori possono ricavare risorse. In pratica, andranno a sparire, ma risorgeranno con nuove vesti. Vediamo come

PSR: che cosa cambia

Da 21 a 1. Sì, proprio così: non ci saranno più i consueti 21 PSR, uno per ciascuna regione, né ci sarà quello nazionale e quello per la rete rurale. In un unico documento saranno contenuti tutti gli interventi. L’altra novità riguarda la struttura di questi documenti: addio alle misure e alle sottomisure delineate normalmente dell’Unione Europea, perché nel prossimo periodo programmatico saranno i singoli stati membri a dettagliare e declinare il tutto. In teoria, tale novità dovrebbe portare a dei PSR più aderenti rispetto alle singole esigenze del territorio in questione. In pratica, si teme l’anarchia.

Sono ancora al vaglio dei decisori, ma le linee programmatiche della nuova Pac dovrebbero essere grosso modo queste

  • In primo luogo, si parla di intervento sugli investimenti, il che significa che dovrebbero essere finanziati investimenti sia materiali, sia immateriali.
  • Ancora al centro della scena i giovani, per i quali è previsto (ancora) un trattamento di favore. Non solo. Per le giovani leve (solo per loro) – finalmente! – è prevista come spesa ammissibile l’acquisto di terreni (l’aliquota massima di sostegno può arrivare al 75% dei costi ammessi). I giovani sono anche l’oggetto del cosiddetto intervento sull’insediamento e sull’avvio di nuove imprese rurali, per il quale è previsto un forfait che può raggiungere i 100mila euro.
  • Insieme ai giovani, resta grande attenzione per l’ambiente: si tratta di pagamenti per ettaro o per capo riservato agli agricoltori che si impegnano, per un certo periodo di tempo (5-7 anni) a compiere azioni in termini di agricoltura conservativa, produzioni integrate; produzione biologica; servizi silvo-climatico-ambientali; benessere animale; conservazione uso e sviluppo sostenibile delle risorse genetiche.
  • Tra gli altri interventi, anche lo scambio di conoscenze e di informazione, in altre parole la formazione (di cui si parla da tempo, ma che non viene mai contemplata).
  • Infine intervento per i vincoli naturali – pagamenti per ettaro riservati ad agricoltori con superfici soggette a particolari vincoli – e gli interventi sugli svantaggi territoriali derivanti da requisiti obbligatori. Quest’ultimo riguarda gli agricoltori che hanno superfici aziendali in zone sottoposte a vincoli legate alle direttive “protezione uccelli, protezione habitat e piano di gestione dei bacini idrografici”.