Corteva Agriscience si presenta all’Italia

Corteva Agriscience si presenta all’Italia

A pochi mesi dalla sua costituzione, Corteva Agriscience – divisione Agricoltura di DowDuPont che integra le expertise DuPont Pioneer, DuPont Crop Protection e Dow AgroSciences – si è presentata lo scorso 5 ottobre all’Italia con una conferenza stampa; nel palco un tempio dell’agroalimentare, il Fico di Bologna (Fabbrica italiana contadina). L’incontro, cui A come Agricoltura ha partecipato, ha delineato progetti e posizionamento di Corteva

Corteva sta dimostrando quanto le sue siano ambizioni da leader a livello globale. Presente in 130 paesi, la multinazionale intende quotarsi in borsa ad aprile: “Saremo l’unica società dedicata interamente all’agricoltura in borsa” ha annunciato Paolo Barbieri, business leader Southern Europe. A raccontare cosa Corteva riserva all’Italia anche Primo Bigalanti (commercial unit manager), Renzo Pedretti (marketing manager), Manuela Rancati (sales manager seeds) e Francesco Drei (integrated field science leader).

renzo pedretti corteva agriscience

Sementi, protezione delle colture e servizi digitali sono le tre aree di business Corteva, alla base sta la ricerca di innovazioni che rispondano alle esigenze del mercato e degli agricoltori, con attenzione alle tipicità italiane e alle filiere. La dimostrazione sta nel portfolio, in ampliamento continuo

corteva agriscience agrofarmaci e sementi

La pipeline è bilanciata tra l’offerta crop protection e sementi e, per quanto riguarda quest’ultimo business, tra i core in Italia c’è naturalmente il mais con 37 ibridi a catalogo ed altri 12 dedicati a filiere di nicchia. Sempre per questa coltura, ad esempio, tra le novità annunciate la prossima introduzione di due semi biologici di mais da granella mentre, lato protezione, non sono tralasciate problematiche tristemente note: AF-X1 nasce per il biocontrollo delle aflatossine, per tutelare la qualità delle produzioni e la competitività del mais italiano, e per prevenire problematiche sanitarie in ambito zootecnico. Sviluppato in Italia e in collaborazione con l’Università di Piacenza, risulta attualmente in fase di registrazione come fitofarmaco.

In Italia il ruolo di Corteva si estrinseca dunque anche nella formazione, in virtù della collaborazione con le università per il finanziamento di studi specifici come questo ed anche con gli istituti di istruzione secondaria, grazie all’iniziativa Coltiviamo talenti. Non di secondaria importanza, infine, la forte presenza di tecnici nel territorio, in continuità con l’eredità derivata da Pioneer: il prestigioso brand sarà mantenuto ed è oggi sinonimo di sementi di qualità, di assistenza capillare e di impegno, da anni, nella catalogazione e mappatura dei terreni e monitoraggio dei suoli, in virtù anche di collaborazioni con le istituzioni per la definizione puntuale di vincoli normativi legati alle attività agricole.

Il digitale è il terzo pilastro del business, e in questo senso l’operazione più interessante riguarda la recente acquisizione di Granular, società fornitrice di software per la gestione sostenibile degli interventi e degli appezzamenti dell’azienda agricola, che promette proficui risvolti. Insomma, la premessa è quella di un passato illustre che si coniuga a svariati progetti e prodotti che Corteva ha in serbo per gli agricoltori italiani.

Ci proponiamo di raccontarveli nel dettaglio nelle future pagine di questa rivista.