Corteva Agriscience sul solco dell’innovazione

Corteva Agriscience sul solco dell’innovazione

In prossimità della quotazione in borsa e della nascita ufficiale, programmata per il 3 giugno, Corteva Agriscience (nata dalla fusione di Dow Chemical e DuPont Pioneer) continua il percorso di incontri mirati alla presentazione – e condivisione – del proprio lavoro e dei nuovi progetti in cui è impegnata

di Samanta Gaber

orto botanico padova

A fare da cornice al nostro appuntamento con Corteva Agriscience “Sostenibilità e sicurezza ambientale a tutela delle produzioni”, il suggestivo Orto Botanico di Padova, antico scrigno di biodiversità e conservazione di specie vegetali

Punto di partenza della giornata, tenutasi lo scorso aprile, il focus sullo sviluppo di un agrofarmaco con Rita Bradascio (nella foto di apertura), Regular affairs leader di Corteva, che ha posto l’accento sull’iter complesso della registrazione, e della commercializzazione, di un prodotto fitosanitario.

La procedura normativa è articolata e per le sostanze attive coinvolge autorità europee come Efsa, Echa ed Eppo mentre per il prodotto fitosanitario vero e proprio coinvolge quelle nazionali, come il Ministero dell’Agricoltura (MIPAAFT) e il Ministero della Salute. Questi organismi operano nel rispetto del principio di precauzione, della valutazione del rischio e del pericolo (per cui è indispensabile il rispetto delle indicazioni d’uso riportate nell’etichetta dell’agrofarmaco).

Nei processi di valutazione di un agrofarmaco entrano dunque in causa studi, dossier e attività di pubblicazione, a garanzia di trasparenza e tutela della salute umana e dell’ambiente, sia in fase di pre e post registrazione dell’agrofarmaco. Il riferimento è al Regolamento CE 1107/2009 mentre ad esempio per quanto riguarda i prodotti di origine vegetale, il Regolamento CE 396/2005 fissa stringenti limiti in fatto di residui di sostanze attive dei prodotti fitosanitari: i controlli sono annuali e nel 2016 hanno riscontrato irregolarità nello 0,6% dei casi (la media europea è dell’1,6 %)

Un chiarimento questo senz’altro autorevole e utile a informare sul tema, sempre più caldo, della sicurezza alimentare e dell’agricoltura, costellato da preconcetti – e demonizzazione! –  dell’uso dei prodotti fitosanitari.

Il discorso è analogo in correlazione ad agricoltura estensiva e insetti impollinatori: la convivenza è auspicabile e questo aspetto è stato trattato da Enzo Tescari, principal biologist insetticidi/fumiganti di Corteva.

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Enzo Tescari

In fase di messa a punto dell’agrofarmaco e al fine di ottenerne la registrazione d’uso, prove di laboratorio e test in campo sono oggi in grado di valutare comportamenti, reazioni ed eventuale nocività sugli impollinatori, nonché residui sugli alveari, con l’obiettivo di ridurne al minimo il rischio e di stabilirne opportune limitazioni.

Lato sostenibilità economica, Ersilia Di Tullio, project manager Nomisma, ha evidenziato quanto la rinuncia ai sistemi di difesa avrebbe un impatto disastroso sulle rese del Made in Italy. Un esempio su tutti: senza trattamenti la produzione di grano duro calerebbe da 4,2 a 2,9 mln di tonnellate.

Del resto Corteva si propone di collaborare in sinergia con tutti i soggetti della filiera agroalimentare (dall’agricoltore, al trasformatore, al venditore) e, in virtù di ciò ha messo a punto il programma CoNNEXT per ottenere assieme ad essi merce che risponda a esigenze di mercato e alle caratteristiche richieste dai consumatori.

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Matteo Piombino

In occasione invece della rassegna milanese Seeds&Chips, a maggio Corteva ha presentato Agri Tech Startup Challenge, bando aperto a partire da questo giugno, con l’obiettivo di premiare la migliore startup o idea innovativa in ottica di agricoltura sostenibile

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Gli ambiti considerati da Corteva Agriscience passano dai big data, alla robotica in campo, dall’agricoltura di precisione a nuove soluzioni per l’incremento delle rese, a soluzioni rivolte alla tracciabilità degli alimenti e alla riduzione degli sprechi. Il premio al vincitore consisterà in un finanziamento di 50.000 euro.