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Precision farming, lo stato dell’arte


L'Agricoltura di precisione si avvale di moderne strumetazioni per effettuare interventi agronomici ancora piu' effettivi


Partiamo con dei numeri: il mercato globale dell’agricoltura 4.0 nel 2018 ha raggiunto un valore di 7 miliardi di dollari.

Di questi, il 30% è stato generato in Europa. In questo scenario, l’Italia, per lo meno in prima battuta, si difende bene: il mercato ha un valore compreso fra i 370 e i 430 milioni di euro, il 5% di quello globale e il 18% di quello europeo generato da oltre 110 aziende fornitrici fra player affermati e startup. E sono oltre 300 le soluzioni già sul mercato, soluzioni che, secondo l'Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia, sarebbero impiegate dal 55 per cento delle aziende agricole facenti capo al campione preso in esame (766 imprese agricole). La maggior parte degli agricoltori che utilizzano il digitale lo fa da più di 5 anni, il 30% ha meno di 40 anni e un terzo è laureato. Inoltre, dall’indagine emerge che non sono tanto l’età e il titolo di studio a influire sull’adozione della precisione, quanto piuttosto la dimensione dei terreni e dei settori produttivi. Infatti, sempre secondo lo studio, sotto i 10 ettari di superficie solo il 25% delle aziende agricole adotta i sistemi digitali contro il 65% di coloro che hanno più di 100 ettari.


Sempre più interconnessi

Principalmente i sistemi a cui si è fatto riferimento riguardano l’agricoltura di precisione - l’agricoltura di precisione - che non significa solo guida automatica, ma anche azzeramento delle sovrapposizione e distribuzione a dose variabile di sementi e concimi - mentre, per quanto attiene il cosiddetto Internet of farming (ossia l’agricoltura interconessa), si tratta di una fetta inferiore. In questo scenario senza dubbio favorevole, anche le startup che propongono soluzioni digitali per il settore agricolo e agroalimentare proseguono nella loro spinta innovativa: sono 500 le startup nel mondo, per un totale di 2,9 miliardi di dollari di investimenti raccolti, attive soprattutto in ambito eCommerce (65%) e Agricoltura 4.0 (24%). L’Italia, per numerosità, si colloca davanti a tutti gli altri Paesi Europei, ma conta appena 25,3 milioni di euro di finanziamenti (pari all’1% del finanziamento complessivo). In pratica, quindi, la situazione è la seguente: la tecnologia per l’agricoltura di precisione è disponibile, le aziende impegnate a lavorare a questa tipologia di soluzioni ci sono, sono tante, e sono presenti anche in Italia. Ma, in campo, l’agricoltura di precisione ha fatto il suo ingresso, oppure è ancora un esercizio di stile?


In Italia ancora troppo tradizionalisti

Il piano nazionale Industria 4.0 sembra andare nella giusta direzione

Di sicuro l’agricoltura di precisione non è ancora così diffusa in Italia e si fa fatica a credere che quel 55 per cento registrato dall’osservatorio sia rappresentativo dell’Italia agricola intera. Certo la precisione desta interesse, ma per diffonderla occorrono cultura, formazione e, soprattutto, investimenti. In questo scenario, la decisione del Governo di inserire nella Legge di Bilancio 2020 la norma che estende al settore agricolo gli incentivi fiscali per l’acquisto di beni strumentali materiali ed immateriali, come già previsto dal piano nazionale Industria 4.0, sembra andare nella giusta direzione. Inoltre, va considerato anche il fondo per l’innovazione pari a 5 milioni di euro: l’estensione dell’industry 4.0 al settore primario era invocata da tempo, perché trattasi di misura strategica per la politica imprenditoriale del Paese.


Il meccanismo su cui si basa è il credito di imposta, che potrà essere utilizzato in compensazione: in pratica, con un F24 si fa tutto, non ha importanza quale sia in regime fiscale. Nel merito, per l’acquisto di trattori e macchine agricole è previsto un credito d’imposta del 6 per cento del costo ammissibile dell’investimento per un massimo di 2 milioni di euro; per investimenti in servizi software e digitali è previsto un credito del 15 per cento del costo dell’investimento per un massimo di 15.000 euro; per lo sviluppo di sistemi di precision farming e l’impiego di tecnologie satellitari il credito d’imposta è del 40 per cento del costo dell’investimento fino a 2,5 milioni di euro e del 20 per cento per la parte restante, fino a un massimo di dieci milioni di euro.


La voce degli agromeccanici

Gli agromeccanici però non concordano: il nuovo sistema di incentivazione non piace però ai contoterzisti di Cai, che avrebbero preferito una misura ad hoc per loro, nella logica che la piccola azienda agricola può sfruttare i vantaggi dell’agricoltura di precisione, rivolgendosi proprio ai contoterzisti. Un punto di vista sacrosanto, ma se è vero che la tecnologia deve essere alla portata di tutti, forse è giusto che anche le piccole realtà inizino ad avvicinarsi da sole al precision farming, nonostante si resti tutti consapevoli che la differenza possono farla davvero solo i contoterzisti.






Pubblicato su mercoledì 4 marzo 2020
Categoria: agronomia
Tags : precision farming
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