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TEST ATTREZZATURA: Al lavoro con il ranghinatore LELY HIBISCUS 745 CD Vario



No impurità grazie

Si sa’, le impurità nel fieno non sono di certo un elemento gradito. Ma nei terreni non pianeggianti e sulle pendenze laterali è l’attrezzatura che può fare la differenza.

Nei più recenti Test di A come Agricoltura ci si è spostati verso macchine ed attrezzature agricole che possono migliorare i lavori in zone collinari e montane. La gran parte delle piccole e medie aziende nostrane si colloca in zone svantaggiate, sfavorevoli in termini di produttività e rese per ettaro, ma che non possono essere abbandonate: i nostri appennini hanno un patrimonio agricolo immenso, e con esso, è importante scegliere ed utilizzare attrezzature idonee. Per questo ecco l’analisi approfondita sul secondo attrezzo LELY impiegato su pendenze importanti, il ranghinatore HIBISCUS 745 CD Vario.



Il ranghinatore LELY HIBISCUS 745 CD Vario è stato testato al lavoro con un Kubota M5111 Hydraulic Shuttle, anch’esso sotto fase di Test in Campo.


IMPRESSIONI

La ranghinatura è quell’operazione che per quanto riguarda la fienagione determina (assieme al condizionamento del prodotto) la qualità finale del prodotto ed è il punto di distinzione di quella sottile linea che separa un prodotto esente - per quanto possibile - da impurità oppure sporco e senza foglia, indiscutibilmente l’oro verde della fienagione.


Sotto la lente di ingrandimento il ranghinatore a doppio girante LELY HIBISCUS 745 CD Vario, il cui nome sta ad indicare la larghezza di lavoro massima di 7,45 m, mentre la minima è di 6,8 m, la disposizione dell’andana centrale (CD) e la possibilità di variare idraulicamente la distanza dei due rotori (Vario). Un modello a metà all’interno di una gamma che arriva a 9 m di larghezza di lavoro.


 Ma in zone pedemontane per non rovinare il manto dei medicai e per non richiedere troppa potenza è meglio contenere il peso, che già i 18,6 quintali del 745 per una trattrice da 100 CV, almeno in certi casi, non risultano sempre pochi. Nel complesso però un ranghinatore doppio girante permette di effettuare una lavorazione più rapida, mettere insieme più prodotto in meno tempo quando si lavora nei tagli meno produttivi di agosto-settembre e variare la larghezza di lavoro in movimento, altra caratteristica da non sottovalutare.

 


Due ruote frontali appaiate e due posteriori spaiate molto vicine al passaggio dei denti. Consentono un adattamento ottimale e possono essere regolate singolarmente in altezza e posizione con dei fori preposti.

Giudizio positivo sulla lavorazione effettuata: perfetta pulizia della superficie lavorata e bassa contaminazione, grazie anche ai denti che hanno forma curva, che permette di posizionarne le punte dietro al braccio di sostegno, garantendo una flessibilità superiore che evita così il trascinamento del prodotto e ne riduce l’aggressività nei confronti del suolo. Un elemento di rilevanza è sicuramente la lunghezza complessiva dell’attrezzo una delle più ridotte della sua categoria con appena 5,23 m, assieme al perno pivotante dell’attacco semi-portato riduce gli sforzi in manovra e ne migliora l’agilità in spazi ristretti, importante per manovre in sicurezza soprattutto negli angoli pendenti.


Le regolazioni sono complete ed intuitive: dalle principali quali altezza del rotore tramite manovella e relativo indicatore, guida a camme con tirante e fori preposti, larghezza di lavoro ben visibile dalla cabina, a quelle più fini come la posizione delle ruote di lavoro che può essere modificata a seconda del foro in cui le si vuole impiegare.


Apertura e chiusura sono rapide e non allungano eccessivamente i tempi morti. La bassa richiesta di potenza permette all’attrezzo di essere una buona soluzione anche per le medie aziende che non vogliano impiegare più di 120 CV nelle operazioni di fienagione.


ORGANI DI LAVORO

I denti di lavoro ricurvi, 4 doppi denti per singolo braccio e 11 bracci per girante, sono azionati da una trasmissione protetta e ben incorporata nel telaio. La regolazione della loro altezza ha variabilità infinita con il mandrino mentre la loro copertura sul suolo è di 3,2 m di larghezza di lavoro. Grazie alla variazione idraulica della distanza dei rotori l’andana ha una larghezza minima da 0,45 cm per la larghezza di lavoro minima fino a 1,05 m alla distanza massima tra i due giranti e l’altezza di trasporto è ridotta a 3,8 m. Il sistema di sterzo integrato all’attrezzo si basa sull’angolo tra il timone e il telaio, il che permette di anticipare la sterzatura in retromarcia e seguire perfettamente le impronte della trattrice.


TELAIO E STRUTTURA

L’attacco al trattore è semi-portato a due punti connesso al telaio principale con perno pivotante, mentre al posteriore le ruote sono connesse alla trave portante tramite un arco ricurvo. Quest’ultimo ha la peculiarità che non molti costruttori hanno adottato: lascia molto più spazio all’andana creata di passare sotto al telaio rispetto a quelli che sono creati spioventi e in linea dritta verso le due ruote. Per quest’ultimi un’andana copiosa potrebbe essere toccata e non rimanere come i giranti l’hanno lasciata.


PTO E IDRAULICA

PTO 540 – ma con rotazione più lenta, dai 300 ai 400 giri - due idraulici, uno a doppio effetto ed uno a singolo effetto, sono le uniche connessioni utili per azionare la macchina in lavorazione e passare da campo a strada. Per l’apertura dell’attrezzo e la sua chiusura si impiega lo stesso doppio effetto che regola la larghezza di lavoro, mentre per alzare gli organi durante le manovre si impiega il singolo effetto, con ritorno a terra per gravità. La trasmissione ha uno snodo per agevolare le manovre sotto la prima parte del telaio, e si sdoppia all’altezza dei due giranti con una scatola di rinvio.


Sostituzione rapida e messa in sede pratica e veloce per ciascuna coppia di denti. La loro inclinazione verso la parte posteriore dell’attrezzo consente una maggior flessibilità.



540 o 540E a seconda del trattore e dei giri motore a cui si preferisce lavorare, ma in generale l’assorbimento di potenza per il suo azionamento è minimo.


MANUTENZIONE

Per la sostituzione dei denti l’operazione è rapida: un bullone solo per ogni coppia di dita blocca l’elemento nella sua sede, mentre gli ingrassatori sono segnalati e posti tutti nelle zone adiacenti i perni di rotazione e i pistoni per l’apertura, nonché alle due ruote di trasporto. I bracci di lavoro sono equipaggiati singolarmente di ingrassatori, che fanno diventare le operazioni di manutenzione un po’ lunghe. Il rotore si compone di lubrificazione a vita in quanto chiuso ermeticamente ed esente da infiltrazioni esterne.


L'Attrezzo in breve:

Peso (kg)1.865
Larghezza di lavoro min-max (m)6,85 - 7,45
Lunghezza (mm)5.230
Ingombro su strada (mm)2.550
Pneumatici (strada)BKT Implement AW909
Misura Pneumatici10.0/50 R17
Pneumatici (lavoro)VREDESTEIN V64T
Misura pneumatici170/60 R8


I RISULTATI DEL TEST

Terreni declivi, abbondante secondo taglio e spesso irregolarità piuttosto accentuate. Un lavoro giudicato positivamente nonché soddisfacente per l’allevatore, con una produzione oraria più che buona anche se l’equipaggiamento si ferma ai soli 110 CV. La possibilità di manovrare quasi alla pari di un attrezzo portato non ha eguali: un andanatore di questa tipologia non grava sul trattore ed è più libero di seguire le asperità del terreno.



PRIMA



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Pubblicato su mercoledì 18 marzo 2020
Categoria: test in campo
Tags : test attrezzatura
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